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Slovenia, duro colpo alla destra orbaniana. Tv di stato libera da ingerenze politiche

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La Slovenia dice sì alla depoliticizzazione della tv di Stato. Al referendum del 27 novembre, il 62% degli aventi diritto ha votato a favore alla gestione autonoma e indipendente dell’emittente pubblica Rtv Slovenija. Una rottura significativa con il precedente governo di destra guidato dall’orbaniano Janez Janša – in carica dal 2020 al 2022 – sconfitto alle elezioni di aprile dallo schieramento di centrosinistra. Il nuovo esecutivo ha infatti emanato una legge che impedisce alle camere di nominare i vertici della tv statale, sottoponendone la gestione a enti extra istituzionali.

Il leader del Partito Democratico sloveno (Sds) si è opposto al provvedimento del governo, raccogliendo le 400 mila firme necessarie per l’indizione del referendum sull’abrogazione della legge, che ha incontrato il favore del 38% dei votanti. Con un’affluenza del 41.65%, il referendum ha previsto altri due quesiti. Uno sulle politiche di assistenza agli anziani e un altro sulla riforma dei ministeri. Tutti i quesiti sono stati bocciati.

L’emittente conservatrice finanziata dagli orbaniani 

Oltre che per le accuse di abuso politico ai danni della tv di stato, il partito conservatore sloveno è considerato un sostenitore delle campagne di disinformazione su temi come politiche migratorie e comunità Lgbt. Nel 2015 infatti, Janša e altri esponenti di Sds hanno fondato l’emittente Nova24Tv, nota per la diffusione di teorie del complotto e fake news. Stando a quanto riportato dal New York Times, tra il 2016 e il 2018, la tv è stata finanziata per oltre 3.5 mln di euro da imprenditori ungheresi vicini a Orbán.

Libertà di stampa in Slovenia

Nell’ultimo anno della legislatura Janša, la Slovenia ha perso 18 posizioni nell’Indice della Libertà Stampa, il ranking annuale redatto da Reporters Sans Frontières, passando dal 36° al 54° posto.