Il nuovo numero di Prima Comunicazione è in edicola e in digitale

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Il nuovo numero di ‘Prima Comunicazione’ da martedì 6 dicembre è in edicola anche a Roma e, a seguire, nel resto d’Italia. Il mensile è sempre disponibile in digitale, per pc, smartphone e tablet.

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In questo numero

Lo sport torna in prima pagina. Non solo per i Mondiali di Calcio. Non solo per il clamoroso azzeramento del consiglio d’amministrazione della Juventus. Ci torna perché finalmente i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 – a cui questo numero di Prima dedica il servizio di copertina – spiccano il volo.

Le Olimpiadi invernali sono una grande storia di comunicazione, sia per l’immagine dell’Italia sia per i 550 milioni di sponsorship previsti nel budget per realizzare il grande evento. Ma sono anche una storia di uomini, con tre fuoriclasse in pista che abbiamo voluto rappresentare sulla nostra prima pagina come tre scatenati discesisti: il ministro dello Sport Andrea Abodi, il nuovo ad di Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier, il presidente del Coni e di Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò.

Nella foto, da sinistra Andrea Abodi, Marco Varnier e Giovannio Malagò
Nella foto, da sinistra Andrea Abodi, Marco Varnier e Giovannio Malagò

Al loro fianco un personaggio fondamentale per il mondo dello sci nazionale: Flavio Roda, presidente della Fisi. Nel maggio dello scorso anno, la Luiss ha presentato uno studio, ‘Sport e impresa. Una partnership vincente’, prevedendo che le Olimpiadi invernali del 2026 produrranno un incremento di risorse all’interno del comparto sport pari a 1.142 milioni di euro. I settori collegati direttamente e indirettamente al settore sportivo beneficeranno di maggiori risorse per 1.026 milioni di euro. Flavio Roda è in cima a questa gigantesca piramide di soldi, immagine e sport. Lo abbiamo intervistato.

L’entusiasmo dell’assessore

Guido Guidesi
Guido Guidesi

L’entusiasmo dell’assessore

Tra le interviste da segnalare quella realizzata con Guido Guidesi, assessore leghista allo Sviluppo economico della Lombardia. Tra le sue particolarità, lo straordinario lavoro di sorveglianza del tessuto produttivo regionale con visite quotidiane ad aziende, artigiani, fiere, piscine. Volevamo parlare con lui delle Olimpiadi invernali del 2026 ma, visto il suo entusiasmo, ci siamo anche fatti spiegare perché la sua regione ha così tante potenzialità. E cosa deve fare per sfruttarle al meglio.

La politica e i giornali

Finalmente con il nuovo governo Meloni si sono riaperti i giochi per scrivere di politica, editoria e comunicazione. Molto attesa la nomina di Alberto Barachini, senatore di Forza Italia, a sottosegretario all’Editoria. Vi raccontiamo la sua storia di giornalista trascinato in Parlamento da Silvio Berlusconi e che si è costruito una credibilità politica come presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Barachini intervistato garantisce che non ci saranno rallentamenti sull’iter del decreto predisposto dal precedente sottosegretario Giuseppe Moles, e approvato dal governo Draghi, che stanzia 90 milioni del Fondo straordinario per l’editoria, e che verrà sbloccato urgentemente il problema delle convenzioni con le agenzie di informazione.

Un altro personaggio con cui i lettori di Prima avranno a che fare è Federico Mollicone (Fratelli d’Italia) nominato presidente della Commissione Cultura della Camera. Mollicone ha tenuto subito a sottolineare che vuole allargare a sport ed editoria i confini della sua commissione. Anche perché i giornali, spiega, “oltre a rappresentare la libertà d’espressione, sono una filiera importante per il Pnrr e la fase della transizione digitale”.

C’è poi un tema collaterale, che è quello del giornalismo vicino al centrodestra. Cambierà lo stile informativo di Libero, Il Giornale, La Verità, il Tempo, sempre aggressivo e di denuncia verso il governo adesso che hanno a che fare con la Meloni? “Continueremo a graffiare” garantiscono Gianmarco Chiocci, Augusto Minzolini, Vittorio Feltri, Martino Cervo e Renato Farina.

Lo sguardo cosmopolita

Da sinistra: Giacomo Moletto, ceo di Hearst Magazines Italia; Simone D’Amelio Bonelli, ad di A+E Networks Italia; Alessandro Settepani,  ad di Fitch Ratings Italia (foto Ludovica Arcero).
Da sinistra: Giacomo Moletto, ceo di Hearst Magazines Italia; Simone D’Amelio Bonelli, ad di A+E Networks Italia; Alessandro Settepani, ad di Fitch Ratings Italia (foto Ludovica Arcero).

Leggeri e sorprendenti: così si presenta Hearst Italia al lancio di Harper’s Bazaar, versione con sguardo cosmopolita e stile italiano dell’iconica testata del gruppo americano. Che si affiancherà alle sempre più numerose occasioni di eventi esterni che ben interpretano il dna dei brand della casa e i bisogni di comunicazione delle aziende.

Online l’archivio Bracco

Diana Bracco (Foto LaPresse)
Diana Bracco (Foto LaPresse)

Diana Bracco ha deciso di celebrare i 95 anni del gruppo farmaceutico fondato dal nonno mettendo online l’archivio storico. “Investire nel corporate heritage”, dice la capitana d’industria, “significa aprirsi al futuro.

L’affare annunciato

Il metaverso e i grandi affari annunciati. Meta ci ha investito miliardi di dollari, ma i risultati tardano a venire. Vanno invece bene altri attori del settore: giochi, tecnologie, nuove forme di comunicazione dei brand. Come racconta Federico Rampolla, esperto di Internet, nel suo libro ‘Dentro il metaverso’, che fa capire i nuovi mondi virtuali e chi sono i player che li popolano.

E a proposito del metaverso il direttore Christian Greco racconta il suo Museo Egizio che, grazie anche alle nuove tecnologie digitali, raggiunge e appassiona un pubblico sempre più ampio. Con un obiettivo: rendere gratuito l’ingresso, per far pagare solo le esperienze ‘speciali’.

Il regista outsider

Nella foto, da sinistra: Marco Spagnoli, Marco Durante, Fabrizio Zappi (Foto LaPresse)
Nella foto, da sinistra: Marco Spagnoli, Marco Durante, Fabrizio Zappi (Foto LaPresse)

Marco Spagnoli: per realizzare i suoi film va a caccia di materiali di repertorio per raccontare le storie di attori, cantanti, protagonisti dell’arte. Ci ha detto: “ho visto e studiato così tanti film che quando mi hanno proposto di farne mi sono messo al lavoro. Ma non sono un regista né un autore, e nemmeno mi propongo come tale. Sono un outsider, faccio quello che so di poter fare, soprattutto film legati al mondo dello spettacolo, e altri che trattano argomenti di diversa natura però affini come quello sull’arte ucraina”.

Il vino e la comunicazione

Da questo numero Prima riserva uno spazio fisso al mondo alla comunicazione del buon vino. Un mondo di raffinatezze, eccellenze, attenzione al biologico e alla sostenibilità, difesa della natura. Un mondo per cui la comunicazione è una leva indispensabile, che studieremo e racconteremo con un nuovo progetto ‘ Il Grande Libro del Vino e Comunicazione’, uscita a marzo, in vista del Vinitaly.