L’aria che tira sui giornali. Pos o non pos? Ma sì che pos dice la Meloni

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Dai tempi ormai lontani di Ezio Vanoni e della prima riforma fiscale – che avrebbe dovuto indurre, si fa per dire, gli italiani a pagare finalmente le tasse – non si erano mai visti titoli, quasi da rivoluzione copernicana, come quelli apparsi oggi, con qualche filo di imbarazzo, sulle prime pagine dei più diffusi quotidiani.
Eh sì, perché fa notizia – e che notizia – che la Banca d’Italia si trovi schierata a fianco di una ancora quasi rossa Cgil contro una manovrina da “non pos” del governo che, per come è stata messa sui fornelli, favorirebbe l’evasione fiscale.
Con la parola “gelo” tra le due più importanti istituzioni del paese che potrebbe segnare, una volta confermata dai fatti,
una virata di bordo mica male del primo governo di destra della storia repubblicana.

Con “un’aria che tira”non si sa più bene da che parte, che stuzzica non poco la curiosità di cronisti e di lettori.
E questo perché consentire ora l’uso del contante fino a 5 mila euro ad un comune consumatore può voler dire che,
tra un negozio e l’altro, il suddetto ne potrebbe spendere ogni giorno una carrettata, insperato sogno di chi vive di bustarelle e magari è abituato anche a fare dichiarazioni dei redditi un po’ così.

E forse non ci sarebbe nulla di strano se, dati alla mano, questo Paese non avesse oggi un’evasione fiscale che supera i 150 miliardi l’anno e un “sommerso” che, per la sua entità, farebbe drizzare i capelli in testa ad una qualsiasi amministrazione pubblica.
E perché la Meloni avrebbe deciso – condizionale d’obbligo perché ci potrebbero essere poi, da parte sua, ripensamenti- un così vistoso “liberi tutti”? E dai allora Corriere, Repubblica, La Stampa, eccetera a cercare di individuare il possibile motivo della svolta, orientato forse a strizzare l’occhio anche a quella larga fetta di cittadini che soprattutto senza busta paga “arrotondano” le entrate per migliorare il loro menage.
E dire che persino ad un Tremonti dell’epoca del governo Berlusconi una volta scappò detto che sarebbero bastati i denari scippati da dieci anni di evasione per ridurre considerevolmente il debito pubblico che questo paese si porta da tempo in saccoccia.
Però non è detto che il governo, dopo aver ben temprato il suo consenso, non tiri fuori l’asso che ha forse nella manica: e cosa se non misure – e che misure – che servano a colpire finalmente il popolo degli evasori e quindi per fare la pace con Banca d’Italia e la guerra invece a narcotrafficanti & co?

Perché, signori miei, il governo Meloni è pieno di sorprese. E chi vivrà, vedrà.