Carlo Nordio (Foto Ansa)

Intercettazioni, il ministro Nordio apre al confronto anche con i giornalisti

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Intervistato dal Corriere, il ministro della Giustizia chiama in causa anche i cronisti per un tavolo di discussione sul tema, con Anm e avvocatura

In una lunga intervista pubblicata sul Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è tornato ad affrontare il tema intercettazioni, su cui nei giorni scorsi si è accesa la discussione.
Ad accenderla proprio le parole che lo stesso Nordio ha pronunciato in audizione in Commissione Giustizia della Camera, definendo una “porcheria” la diffusione “pilotata e arbitraria” delle intercettazioni, sostenendo la necesità di intervenire su questo tema.

Cosa ha detto Nordio al Corriere

“Al netto di quelle per reati di mafia e terrorismo, che non vanno toccate, la norma va modificata”, ha spiegato al quotidiano di Via Solferino, individuando “un problema di divulgazione e uno puramente economico, perché vengono spesi centinaia di milioni che potrebbero essere utilizzati per altro, e producono pochi risultati”.

L’obiettivo è quello di “conciliare il diritto all’informazione dei cittadini e quello dei singoli a non veder divulgate notizie segrete e intime che li riguardano. Per ripristinare una par condicio di informazione tra le parti”, ha spiegato sottolineando come le normative attuali non siano sufficienti “se intercettazioni estranee al reato e che coinvolgono fatti privati finiscono sui giornali”.

Nordio si è quindi detto pronto “ad aprire un tavolo di confronto tra rappresentanti dell’Anm, dell’avvocatura e del giornalismo, anche domani”.

Bartoli: Odg pronto al confronto su intercettazioni

All’apertura del ministro ha risposto subito il presidente dell’Odg Carlo Bartoli. “Apprezziamo l’invito al dialogo del ministro della Giustizia sui temi che riguardano l’equilibrio tra il rispetto delle persone e la libertà di informazione. Un aspetto che riguarda in particolare, per i giornalisti, le modalità applicative delle nuove regole sulla presunzione di innocenza, sul cui principio siamo tutti d’accordo ma che, come accade in molti casi, non possono trasformarsi in una limitazione del diritto di cronaca.
Siamo pronti ad incontrare il ministro sui temi inerenti il giornalismo che, dal punto di vista normativo, necessita con urgenza un ammodernamento per garantire una informazione professionale di qualità e al passo con i tempi”.