Federico Mollicone (Foto Ansa)

18app, Mollicone: da gennaio nuova carta. Il mondo del libro: resti per tutti

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Ospite a ‘L’Aria che tira’, il presidente della commissione Cultura spiega l’emendamento sul bonus per i 18enni. Ma il mondo del libro invita a non fare distinzioni per la misura. E sul tema interviene anche Meloni

La 18App “non esisterà più, esisterà una nuova carta cultura per i giovani concordata con gli editori e con tutta la filiera”, “basata su nuovi criteri e con nuove caratteristiche”, e “proseguirà dal 1 gennaio”.
Ospite su La7, a L’aria che tira, Federico Mollicone (Fdi), è tornato a parlare del futuro della 18App, a partire dal contenuto dell’emendamento alla manovra di Bilancio sul bonus per i neomaggiorenni, di cui è primo firmatario, al centro delle polemiche in questi giorni.

Allo studio estensione a libri di testo

Secondo il presidente della Commissione Cultura “nessuno metterà in discussione le politiche attive di sostegno al consumo culturale, soprattutto dei ragazzi”. Anzi, Mollicone – come già anticipato alla chiusura di ‘Più Libri più liberi’ – ha annunciato anche che è sul tavolo la possibilità di usare la nuova carta “anche per l’acquisto dei libri di testo”.
“Una delle ipotesi, ha specificato, è coinvolgere anche il ministero dell’Istruzione, che ha un fondo di 130 milioni per l’acquisto dei libri di testo”.

Le altre iniziative del governo

“Il programma di governo prevede infatti iniziative come il fondo cultura, il tax credit per il cinema, il fondo di discontinuità per gli artisti precari”, ha detto ancora.
“Lavoreremo per la detrazione dei consumi culturali per le famiglie meno abbienti e basso spendenti, perché possano fare quello che la app in parte fa, per i concerti, lo spettacolo dal vivo, come si fa con le medicine”.

Meloni: definire meglio criteri economici

Sul tema 18app è intervenuta anche il presidente del consiglio Giorgia Meloni. “Non vogliamo abolire” il bonus, ha detto nella sua videorubrica social ‘#gliappuntidigiorgia‘. Spiegando però che è necessario rivederla, “senza però togliere queste risorse alla loro destinazione originale, i giovani e la cultura”.
Meloni contesta il fatto che il bonus da 500 euro venga riconosciuto indipendentemente dal reddito. “Non c’è ragione” che lo riceva “il figlio di un milionario, di un parlamentare, o mia figlia”.
“Io potrei rinunciare a quei 500 euro per comprarle dei libri o contenuti culturali e credo che la stessa misura concentrata su chi ha i redditi più bassi, possa essere molto più impattante”.

Per Meloni vanno anche meglio definiti i contenuti e le cose che si possono acquistare con le risorse. “Credo anche che occorra lavorare sulle truffe”, ha aggiunto, toccando un tema su cui ha puntato lo stesso Mollicone.

Appello congiunto dal mondo del libro

All’ipotesi di legare l’elargizione del bonus al reddito familiare, attraverso l’Isee, ha risposto il mondo del libro in un appello congiunto. La 18App deve continuare a essere a favore di ogni ragazzo e ragazza che diventa maggiorenne, senza alcuna distinzione, perché la cultura è libertà ed è per tutti, così come lo è la scuola pubblica, hanno chiesto autori, editori, librai, cartolibrai, bibliotecari.

“La carta cultura per i neomaggiorenni è il primo momento in cui lo Stato entra in relazione con il ragazzo e la ragazza diventati adulti, è il modo in cui il Paese accompagna la sua nuova cittadinanza riconoscendone al contempo la libera espressione culturale, la sua capacità di prendere decisioni autonome”, hanno scritto AIE – Associazione Italiana Editori, ADEI – Associazione degli Editori indipendenti, ALI – Associazione Librai Italiani, SIL – Sindacato Italiano Librai, Federcartolai Confcommercio, AIB – Associazione Italiana Biblioteche, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, SLC-Cgil Sezione Nazionale Scrittori.

“Legare la carta cultura al reddito, cancellarne il carattere universale, vuol dire svilirne la natura, che è quella di essere uno sprone verso ogni nuovo cittadino alla partecipazione attiva alla vita culturale”.
“Proprio l’universalità della misura, inoltre, è alla radice del suo successo nel promuovere la lettura, come certificato dall’Istat: nei primi tre anni il bonus ha permesso una crescita della lettura nella fascia d’età 18-21 anni dal 46,8% al 54%. Dopo la sua approvazione in Italia, che ha avuto un impatto positivo su tutta la filiera e sulla diversità e ricchezza della produzione libraria, misure simili, sempre universalistiche, sono state adottate in molti altri Paesi europei”.