Paolo Gentiloni (foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. La morsa del sold out fa come a tutti

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Mentre gran parte dei giornali dedica oggi le prime pagine ad un quasi inedito fatto di cronaca come la “strage” esplosa all’improvviso, per opera di un pazzo, in un condominio della capitale, ecco qui che trapela non senza imbarazzo il probabile finale di una “manovra” che ha pochi soldi da spendere, perché le casse del Tesoro sono purtroppo – e non certo per colpa del governo appena insediato della Meloni – semi vuote. Tanto che, per evitare un possibile “commissariamento” tipo Grecia da parte dell’Ue, addio sogni di gloria per sostanziali “ritocchi” a salari e pensioni che almeno servano ad assorbire, nel 2023, il costo dell’inflazione.
E a poco serve che Berlusconi annunci sul Giornale di sua proprietà, ma ora anch’esso in vendita, che ai pensionati debbano essere garantiti almeno 1000 euro al mese e non la miseria che riscuotono oggi andando agli sportelli delle Poste, perché, amici miei, con il sold out non si scherza e c’è anche chi vorrebbe farcela pagare.
Per non parlare del mugugno anche delle imprese che, dal nuovo governo, si sarebbero aspettate chissà che.
Per non parlare poi dei rilievi, scrive La Stampa, che la Ue, proprio per mano di Gentiloni, ha fatto alla decisione del governo di “azzerare” le strutture disegnate da Draghi “non rispettando i tempi del Recovery Fund”, quelli che ci avrebbero consentito di incassare un bel po’ di miliardi.

E così c’è molta attesa per il “parere”, anzi qualcosa di più di un parere, che l’Ue dovrà dare sulla manovra che dovrà essere poi discussa e approvata dal nostro Parlamento.
In queste ore, fioccano gli interrogativi: Bruxelles chiuderà un occhio sulle “varianti” elaborate dal governo della Meloni per far superare al paese un momento così difficile o imporrà invece sostanziali ritocchi? E nella valutazione potrebbe forse avere qualche peso non proprio positivo la buriana esplosa proprio in queste ore nel parlamento europeo per il fior di tangenti che sarebbero state incassate da parlamentari italiani per favorire l’allestimento dei mondiali da parte del Qatar, il paese più ricco del mondo?

Ma sì che è prevedibile, con l’aria da guerra in Ucraina che tira anche in Europa, che l’Ue chiuda un occhio, anzi due, perché il governo italiano, stretto nella morsa di un sold out di cui non è certo responsabile, veleggi ancora per un po’, come del resto hanno fatto i governi non di destra che lo hanno preceduto.
In fondo un 2023 di tregua può far comodo a tutti.