Nasce Noacom, rete d’imprese nel mondo comunicazione

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Si chiama NoaCom la rete d’imprese attive nel settore della comunicazione. L’iniziativa nasce dalla scommessa di cinque società Be Wise, The Fool, PressCom Tech, OpenBox, e No Panic, che hanno realizzato una filiera produttiva, forse la prima in Italia, del comparto della comunicazione in grado di coprire ogni fase di attività per i clienti, dall’analisi dei dati e la customer intelligence, alla strategia reputazionale e di marketing, dall’Adv alla realizzazione di siti, passando per le Media relations, il social media management, il network di testate d’informazione e di creators.
Un’alleanza da un punto di vista operativo e commerciale che permette di garantire a clienti grandi e piccoli competenze mirate e interconnesse.

Vediamole: Bi Wise è la startup di Daniele Chieffi e Giuliana Carosi che si occupa di comunicazione strategica e media relations; The Fool, fondata da Matteo Flora è specializzata in reputation management, data analysis, web listening e monitoraggio, PressComm Tech, è una media company fondata da Nicola Amelio forte nel marketing strategico, è una media company fondata da Nicola Amelio, fondatore anche dell’Anso, l’associazione nazionale della Stampa online (specializzata nella gestione di campagne sui mezzi di comunicazione in rete); OpenBox, specializzata nella comunicazione digitale, strategia, design e tecnologia è l’ agenzia guidata da Simone Carusi e Matteo Pogliani (fondatore dell’Osservatorio Nazionale Influencer marketing), mentre NoPanic, fondata da Eugenio Damasio, Giulio Rubinelli, Paolo Pettigiani, Tommaso Moretti, è attiva nella strategic brand narrative con un focus sul social media management. hanno deciso di unire forze e Know how mettendo a sistema la logica organizzativa della Rete”.

 Da sinistra a destra dall’alto Simone Carusi, Giulio Rubinelli, Matteo Pogliani, Matteo Flora, Nicola Amelio. In basso sempre da sinistra Eugenio Damasio, Daniele Chieffi, Tommaso Moretti, Giuliana Carosi, Paolo Pettigiani

La Rete Noacom arriva sul mercato con l’esperienza di cinque agenzie specializzate attive da anni che oggi vantano, complessivamente, un portafoglio clienti che conta circa 150 fra grandi aziende come Prada, Lavazza, Enel, Sisal, Mediolanum, Cdp, Siae, gruppi editoriali come Gedi, istituzioni come Confindustria e Confartigianato, sino al Terzo settore. Le cinque agenzie generano un fatturato aggregato di oltre 10 mln e hanno un totale di oltre 80 addetti diretti.

A tirare le fila c’e’ un comitato di gestione, presieduto da Daniele Chieffi e composto da Mirko Bruni di The Fool, Simone Carusi di OpenBox, Eugenio Damasio di No Panic e Nicola Reineri di PressComm Tech.


“La Rete NoaCom rappresenta un doppio vantaggio”, spiega Daniele Chieffi, “da un lato l’efficientamento dei processi produttivi; dall’altro la possibilità di ottenere economie di scala attraverso il contenimento dei costi. Che, tradotto, significa: poter contare sulla competenza di professionisti e aziende già note sul mercato che riescano a garantire la copertura dell’intero processo di comunicazione con maggior velocità, flessibilità e con “politiche di pricing” sicuramente più competitive rispetto alle grandi agenzie”.
Il modello ‘retista’ è in grande evoluzione per la tendenza delle imprese ad abbracciare modelli aggregativi, in grado di garantire maggiori dimensioni e capacità operative. Un trend che trova riscontro nei dati del 3°Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa che, al 31 dicembre 2021 disegnavano uno scenario composto da 42.323 imprese retiste in Italia per un totale di 7.541 contratti di rete.

Ma cosa sono le reti d’impresa? Si tratta di veri e propri contratti tra aziende del medesimo settore produttivo, che danno vita a un soggetto giuridico unico con partita Iva e regolare iscrizione alla Camera di Commercio.
Obiettivo: consentire ai partecipanti di mettere in comune attività e risorse per migliorare il funzionamento aziendale e quindi rafforzare la competitività delle aziende che ne fanno parte. In questo modo le imprese possono fare affidamento su uno strumento che consenta loro di perseguire fini ambiziosi che difficilmente raggiungerebbero da sole, come ad esempio l’inserimento in aree di mercato a livello internazionale. In questo modo non solo riescono ad accrescere la competitività mettendo a fattor comune competenze e fatturati, ma lo possono fare mantenendo la propria autonomia giuridica individuale.