Eva Kaili (foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. E la UE naufraga su rotoli di contanti

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Ma com’era pimpante la premier – mai ricevuti così tanti sorrisi, inchini e strette di mano – mentre attraversava con passo spedito i corridoi di Montecitorio per dare il suo ultimo tocco ad una manovra che, avendo già ricevuto – per la prima volta a tempo di record – il placet di Bruxelles, stava andando ormai di liscio.
E poco importa, meglio anzi far finta di niente, che intanto i dm seduti sui divani del Transatlantico, anzi dei “passi perduti”, facessero di tutto per nascondere l’imbarazzo per la fotona di rotoli e rotoli di contanti scoperti dalla polizia belga nella casa della vice presidente Ue, Eva Kaili subito arrestata, nonostante l’immunità parlamentare, perché trovata in fragranza di reato. Che è poi la storiaccia di una Qatargate che domani, nel fino ad ora quasi intoccabile Olimpo di Bruxelles, potrebbe arrivare a “scoperchiare” anche ben altro.

Una parte dei contanti trovati dalla polizia (foto Ansa)

Perché è arcinoto – e fanno bene oggi i giornali a sottolinearlo – che è da tempo che negli uffici e sulle prestigiose scrivanie dell’Ue passano fior di lobbisti pronti ad ogni genere di legittimo pressing, o di illegittimo intrallazzo, che possano portare all’emanazione di “direttive” che favoriscano l’azione del governo del loro paese.

E difatti non è che il lobbismo in sé, l’arte più vecchia e sperimentata del mondo, non sia lecito, ma dipende da come lo si pratica e quali mezzi si usino perché esso vada a buon fine.
E il caso del Qatar, il paese più ricco del mondo, ha aperto gli occhi anche ad una legione di inquirenti che da tempo
avevano i riflettori puntati su quella specie di vaso di Pandora che è l’Ue per cercare di capire quanto fosse lecito oppure illecito il lobbismo che si praticava nei suoi uffici.
Con un dettaglio non da poco che alla nostra premier ha forse creato qualche imbarazzo perché è sul “contante” cioè
proprio sul mezzo da lei considerato più utile per combattere l’evasione, che si è accentrato il lavoro degli inquirenti con 750 mila euro in contanti in una valigia e 600 mila in un’altra scoperti nella casa della super citata vice presidente dell’Ue.
Ma comunque va bene così perché, spuntate ormai le ali a Bruxelles e in attesa di tutto quello che ora potrà ancora venir fuori dall’inchiesta, anche l’Italia, da tempo vigilata speciale per i suoi conti mai in ordine, potrà tirare un respiro di sollievo. Per il contante, per le manovre anti crisi che intende attuare, e per tutto il resto.