Giacomo Lasorella (Foto LaPresse)

Agcom estende alle piattaforme streaming le quote di investimento pro audiovisivo

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Si estendono anche alle piattaforme streaming, con sede all’estero, gli obblighi di investimento a favore delle opere audiovisive europee e dei produttori indipendenti. Lo prevede il nuovo regolamento approvato dal Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a seguito delle novità legislative introdotte dal decreto legislativo n. 208/2021.

“Il regolamento, che sostituisce quello adottato nel 2019, si legge nella nota Agcom, è stato sottoposto a consultazione pubblica e tiene quindi conto delle osservazioni emerse nel corso delle audizioni con tutti i soggetti interessati.
La principale novità del regolamento è l’equiparazione, quanto agli obblighi di investimento, fra i fornitori di servizi di media audiovisivi stabiliti in Italia e quelli che, anche se stabiliti in altro Stato membro. Entrambi hanno oggi la responsabilità editoriale di offerte rivolte ai consumatori in Italia”.

I fornitori di servizi di media audiovisivi, “a richiesta dei soggetti della giurisdizione italiana hanno, poi, un nuovo obbligo: nell’insieme dei propri cataloghi devono essere evidenziate le opere europee recenti e quelle di espressione originale italiana”.
Il regolamento, per dare maggiore flessibilità agli operatori, “introduce, in caso di violazione, una fase di contraddittorio prima dell’irrogazione della sanzione, prevedendo la possibilità di recuperare i mancati investimenti, conclude la nota, raggiungendo una quota superiore nell’anno successivo”.

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