Mario Sconcerti (Foto Ansa)

Dal calcio al ciclismo, dalla stampa alla tv. Addio a Mario Sconcerti

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Mondo del giornalismo sportivo in lutto per la scomparsa, a 74 anni, di Mario Sconcerti. A darne notizia il ‘Corriere della Sera‘, di cui era editorialista.
Sconcerti era ricoverato da qualche giorno per accertamenti di routine: “Fino a venerdì, ha rimarcato il quotidiano di Via Solferino, ha continuato a dare il suo contributo di idee al nostro giornale di cui era una delle firme più prestigiose”.

Dal ciclismo al calcio

Nato nel 1948 a Firenze, Sconcerti era uno delle firme e dei volti storici del giornalismo sportivo, dal ciclismo al calcio. Gli esordi nel giornalismo, oltre mezzo secolo fa, nella redazione di Firenze del ‘Corriere dello Sport’, per poi passare in quella di Milano e quindi, a metà degli anni settanta, nella redazione centrale di Roma.
Nel ’79 arrivò a ‘Repubblica’, appena fondato da Eugenio Scalfari, dove creò la redazione sportiva, lavorando insieme con Gianni Brera e Gianni Mura. Dopo una parentesi da vicedirettore della ‘Gazzetta dello Sport’ a fine anni Ottanta, tornò a ‘Repubblica’, quindi le direzioni del ‘Secolo XIX’ e, dal 1995 al 2000, del ‘Corriere dello Sport’.

La Fiorentina

Per lui anche un coinvolgimento diretto nel mondo del calcio. Nel gennaio 2001 gli fu affidato l’incarico di direttore generale della Fiorentina, sua squadra del cuore, dalla Cecchi Gori group, società allora proprietaria del club. Rimase in carica solo per sette mesi, dimettendosi per “visioni molto diverse sulla situazione della societa”.

I ruoli in tv

Lasciata la società gigliata, intraprende la carriera di commentatore tv fra Stream e Sky Sport. Dal 2006 diventa la prima firma sportiva del ‘Corriere della Sera’, proseguendo al contempo alcune collaborazioni come quella con “Radio Radio” e, in tv, con Rai prima e Mediaset poi.

Il saluto dello sport

Messaggi di cordoglio sono arrivati dal mondo del giornalismo, dello sport e non solo. Al saluto dei club di A, si è aggiunto anche quello del presidente della Figc, Gabriele Gravina. “In tanti anni di carriera appassionata e trasversale, Sconcerti si è guadagnato la stima di tutti grazie a rare qualità intellettuali. Personalmente, ha aggunto Gravina, ho sempre apprezzato la sua capacità di offrire punti vista e spunti di riflessione mai banali”.

Ricordo anche dalla politica con, tra gli altri, un tweet della premier Giorgia Meloni, che lo ha definito “una delle più autorevoli firme del giornalismo sportivo italiano”.