Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar (foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. E ora, povera Ue, c’è pure la zeppa del gas liquefatto

Condividi

Altrimenti rischiano i rifornimenti di gas liquefatto

Mentre fa capolino una manovrina da pochi euro che stoppa pure l’uso di un “contante” – secondo l’Istat tra le cause di una evasione fiscale che, scrive il Corriere, ha superato ormai i 157 miliardi di euro – ecco che i giornali, nel poco spazio lasciato libero dalla vittoria del goleador Messi ai mondiali di Doha, devono registrare anche la tegola che arriva a freddo dagli emiri del Qatar, i quali sarebbero pronti a tagliare ai paesi dell’Ue le preziose forniture del loro prezioso gas liquefatto, se gli 007 di Bruxelles e i media del perimetro europeo decidessero di continuare a dare così largo spazio a questa storiaccia di Rolex e di altre regalie con cui Doha avrebbe foraggiato e pure da tempo un bel gruppo di parlamentari targati Ue.
E non sarebbe, con la guerra Ucraina ancora in atto, uno stop da poco a un accordo “con un partner affidabile” e pure fitto di retroscena, oggi riportati dai giornali, a cui avrebbero lavorato per mesi, dietro le quinte, le teste d’uovo che operano nei palazzi di Bruxelles. Quanto basta, nota la Repubblica, perché l’Ue si dia una sveglia e cerchi di scoprire in fretta altari e altarini di una vicenda che potrebbe nuocere seriamente alla fornitura di gas qatarino di cui l’Europa ha assoluto bisogno per superare le conseguenze di una guerra che non si sa come e quando potrà avere fine.

Se fosse vero che, nello scandalo delle mazzette, fossero coinvolti addirittura 60 e più parlamentari, di sinistra e non, non sarà per nulla facile, come chiede il Qatar, chiudere subito il becco come se nulla fosse successo. Anche perché i media francesi e spagnoli, più di quelli italiani, in questa vicenda ci stanno inzuppando il pane nella convinzione che, a cadere, dovrebbero essere anche le teste di coloro che, prima che si muovessero i pm belgi, non avrebbero fatto nulla per fermare, a tempo debito, questo sfrenato via vai di contanti e di bustarelle.
Insomma una Ue tra l’incudine e il martello, che non avrà un 2023 di facile navigazione. Con il Qatar e il suo gas che, chiuso il mondiale, meditano ora chissà quali vendette.