Alberto Barachini (Foto LaPresse)

Editoria, Barachini: no al ‘tutto gratis’, informazione di qualità si paga

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Intervenendo alla presentazione del Rapporto Auditel-Censis, il sottosegretario all’editoria ha ribadito l’importanza degli aiuti pubblici al settore ai quali però deve corrispondere anche un “effettivo servizio informativo”

Nel comparto dell’editoria occorre superare il concetto del ‘tutto gratis’: l’informazione di qualità si paga. E’ quanto ha detto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, intervenendo alla presentazione del Quinto Rapporto Auditel-Censis ‘La transizione digitale degli italiani’.

“Visione di sistema”

Parlando del fondo straordinario per il pluralismo, Barachini ha spiegato che “per il prossimo anno ci sono risorse che andranno ripartite e su questo io penso che bisogna innescare anche un meccanismo virtuoso, avere una piccola visione di sistema”. “Ad esempio – ha aggiunto – sto pensando di sostenere anche quell’informazione, quelle testate online che facciamo un buon lavoro informativo. Perché dal mio punto di vista c’è un cambio di mentalità necessario che probabilmente anche le autorità di governo devono spingere, quello di sorpassare il concetto del cosiddetto ‘tutto gratis’, che sappiamo quanto sia fittizio e illusorio ma quanto danno ha fatto per esempio in una generazione giovane o di mezzo. L’informazione si paga. L’informazione di qualità si paga, come hanno anche ribadito tante volte le ricerche di Agcom e del garante della Privacy”.

Risorse per “ragionamenti di medio lungo periodo”

In un passaggio del suo inervento, sintetizzato da AdnKronos, Barachini ha anche parlato dell’importanza degli aiuti al settore da parte dello stato. “Si deve sostenere con finanziamenti pubblici l’informazione – ha sottolineato – perché c’è bisogno di risorse affinché questa informazione sia libera, efficace e davvero seria. Allora alla remunerazione dell’informazione in qualche modo deve corrispondere un lavoro dei professionisti con competenza, con qualificazione professionale”.
“In certi periodi recenti della nostra storia si è cercata informazione di qualità”, ha detto ancora citando la fase pandemica del Covid e il conflitto in Ucraina come esempi, o i successi delle riviste di geopolitica. “Ci sono luci in fondo al tunnel, dobbiamo saperle cogliere e dobbiamo forse anche pensare o spingere riflessioni di medio lungo periodo. Anche qui, se sapremo dare risorse certe per un periodo adeguato agli editori, a chi coraggiosamente fa ancora il mestiere di editore, probabilmente si potranno fare ragionamenti di medio lungo periodo”.

Barachini: a finanziamenti corrisponda effettivo servizio informativo a cittadini

L’impegno però deve essere reciproco. Se il finanziamento pubblico è, ha rimarcato Barachini “doveroso a tutela della libertà e del pluralismo, altrettanto doverosa è la responsabilità reciproca dei direttori e dei professionisti dell’informazione di restituire un effettivo servizio informativo ai cittadini”.
“Sappiamo quanto il finanziamento pubblico sia necessario alla sopravvivenza di molti attori del settore ma allo stesso tempo dobbiamo in qualche modo impegnarci per il rispetto stringente delle norme deontologiche che sono argini saldi e fondamentali in questo momento di forte cambiamento”, ha concluso.