18App, editori e librai: subito le nuove misure. Servono dati settimanali su uso

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Rammarico di Confindustria Cultura per rammarico per la cancellazione della norma originaria

All’indomani delle dichiarazioni del presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, che ha spiegato le nuove modalità in cui si strutturerà il bonus cultura per i neo maggiorenni, editori e librai sono nuovamente intervenuti nel dibattito. Pur riconoscendo un “passo avanti”, le due associazioni hanno chiesto una rapida attuazione e l’introduzione di misure di verifica per valutare il funzionamento del nuovo sistema di erogazione.

Passo avanti, ma restano criticità

Nel dettaglio, l’Associazione Italiana Editori e l’Associazione Librai Italiani hanno “preso atto della decisione di governo e maggioranza di sostituire la 18app con una carta dedicata ai giovani le cui famiglie hanno un Isee inferiore ai 35mila euro, affiancandola a un secondo bonus per chi si diploma con il massimo dei voti”. “Rispetto alla cancellazione della misura e all’utilizzo delle risorse per altri scopi, rimarcano i presidenti Ricardo Franco Levi e Paolo Ambrosini, “è un passo in avanti raggiunto anche grazie al nostro intervento, ma rimangono comunque forti criticità”.

Dati settimanali per formulare valutazioni

“Chiediamo al governo che le nuove misure entrino in vigore celermente e con modi di attuazione il più semplici possibile. Infatti non solo il tetto ISEE riduce in maniera significativa la platea di beneficiari, ma la complicazione delle procedure di accesso può scoraggiare anche chi ne ha diritto a richiedere il bonus. Gli ultimi dati ci dicono che a novembre, per effetto della congiuntura economica, gli acquisti di libri in librerie fisiche, online e supermercati sono calati dell’8%. Valuteremo come evolverà la situazione nei prossimi mesi e chiediamo al governo di fornire agli operatori dati settimanali sull’effettivo utilizzo delle nuove carte. La vecchia 18app pesava sulle vendite per circa il 10%” hanno continuato i due presidenti.

Disponibili al confronto

“La scelta di trasformare una misura universalistica, perché la cultura è per tutti come lo è la scuola pubblica, in una misura di sostegno alle famiglie meno benestanti, con l’aggiunta di un bonus premiale per chi si diploma con il massimo dei voti, ci ha visto contrari perché esclude molti giovani che da questa carta avrebbero potuto trarne molti benefici “, hanno sottolineato Levi e Ambrosini.
“Prendiamo però atto che è questa la decisione presa e siamo disponibili a discutere di nuovi strumenti per la promozione della lettura in Italia. Il governo si è detto disponibile a un confronto con il mondo del libro sulla nuova legge di sistema: siamo pronti a sederci al tavolo – e siamo sicuri di poter parlare a nome di tutto il mondo del libro che fino ad ora si è mosso unito e insieme – e ci auguriamo che questa sia l’occasione per una forte collaborazione tra pubblico e privato a sostegno di tutto il settore librario, prima industria culturale del Paese”.

Preoccupazione di Confindustria Cultura

Con una nota del presidente Innocenzo Cipolletta, anche Confindustria Cultura ha voluto ribadire le sue preoccupazioni. “Prendiamo atto con forte rammarico e preoccupazione della cancellazione della 18App così come la conosciamo”, ha esordito.
“Come industria culturale la riteniamo una decisione sbagliata per molte ragioni: la 18App è stata pensata per tutti i diciottenni come incentivo all’educazione agli acquisti culturali, un valido strumento per stimolare le giovani generazioni ad avvicinarsi alla cultura del nostro Paese senza nessun tipo di distinzione. Legare il bonus all’Isee, oltre che portare burocrazia aggiuntiva che ne limiterà l’accesso, non è una scelta di equità, al contrario significa negare l’autonomia di questi nuovi cittadini rispetto alle famiglie d’origine che non è detto siano pronte, anche se hanno redditi alti, a sostenere una domanda di cultura e di indipendenza da parte dei loro figli”.

Innocenzo Cipolletta (Foto ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

“Stesso discorso può essere fatto per il merito: associare il voto finale al bonus non sempre tiene conto delle molteplici difficoltà legate alle problematiche di apprendimento, il rischio concreto è di emarginare molti ragazzi togliendo loro l’opportunità di conoscere quanto oggi l’industria della cultura progetta, crea e realizza per il nostro Paese” ha sottolineato Cipolletta.
“Il nostro auspicio oggi, ha chiosato, è che il decreto attuativo sia fatto in tempi rapidi in modo da rendere i nuovi bonus operativi il prima possibile e in modo efficiente per non perdere mesi preziosi. In quest’ottica come industria culturale siamo a disposizione per dare il nostro supporto”.