Sergio Mattarella (foto LaPresse)

L’aria che tira sui giornali. 2023 ad alta tensione tra presidenzialismo, folli rincari su tutto e parole di Mattarella che cadono nel vuoto

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Ma sì che la calza della Befana è arrivata quest’anno persino in anticipo con sorprese che hanno tolto il sonno e l’appetito a milioni di italiani: da un lato ,una raffica di aumenti su tutti i beni di prima necessità, inclusa la benzina, che ha dissestato i bilanci di milioni di famiglie, dall’altro, l’idea, il sogno o non si sa che cosa, di una riforma presidenzialista che possa rendere più commestibili e moderne le strutture dello Stato. E c’è gara tra i giornali per titoli che rendano l’idea di questo ciclopico e turbolento inizio di anno nuovo.

“Con un debito pubblico”, scrive la Repubblica, ”che, con il rialzo dei tassi,” torna a far paura” e La Stampa che categorica annuncia che ormai “è finito il tempo della spesa facile” perché tra bollette, carburante, pedaggi, aumenti delle tariffe e un chilo di pasta che ora costa il doppio c’è davvero poco da scialare. Con quotidiani di destra, come Il Giornale che sta passando dalle mani di Berlusconi a quelle di Angelucci, che non nascondono il loro più che comprensibile imbarazzo “perché con la stangata da 4 mila euro pe famiglia tra costi della benzina e del gas, non c’è ormai altra strada che “quella di passare al nucleare”. E poi anche, aggiunge Libero, di finalmente “volare alto” dando agli italiani la possibilità di “eleggere direttamente il presidente” che poi è la riforma che la premier Meloni intenderebbe realizzare al più presto magari in “combine” con la parte più morbida, per dire Calenda, Renzi e forse anche altri, dell’opposizione. Invece poche parole di plauso per quella parte del discorso di fine anno di Mattarella in cui, lodando l’Italia “che paga le tasse”, il presidente intendeva alludere chiaramente anche ai tanti, forse troppi che invece continuano a non pagarle contribuendo a quella “evasione” che supera ormai i 147 miliardi di euro l’anno e che sta dannando la Ragioneria di Stato. Come per dire, per chi non l’avesse ancora compreso, che il vero dramma di questo paese è che milioni di contribuenti oggi si devono sobbarcare anche tutto il peso dei milioni di cittadini che imperterriti continuano invece a non pagare le tasse.

E che male ci sarebbe se la destra, oltre a lanciare il presidenzialismo, varasse anche questa riforma? Sono decenni che chi paga , e pure in anticipo, le tasse sul suo più che modesto salario di operario, di impiegato o di pensionato farebbe carte false per vedere finalmente approvata una riforma del genere. Ma nemmeno oggi pare che ci sia aria per una riforma del genere. E poi perché dovrebbe essere la destra a fare riforme che la sinistra, per decenni, non ha voluto o non è stata in grado di fare?