Le proteste in Iran contro Charlie Hebdo (foto Ansa)

L’Iran contro Charlie Hebdo: osceno, provoca e incita all’odio

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Le autorità politiche di Teheran continuano ad attaccare il settimanale francese per le sue vignette contro Khamenei

“Osceno”, responsabile di “incitamento all’odio”. Sono le accuse – le ultime in ordine di tempo – che la politica iraniana ha mosso contro Charlie Hebdo.
Ad accenderle, le vignette che lo storico settimale satirico francese ha pubblicato in un numero speciale per commemorare l’ottavo anniversario della strage jihadista che, nel 2015, ha insanguinato la sua redazione, selezionate con un concorso internazionale lanciato “in sostegno agli iraniani che si battono per la libertà” dal titolo #MullahsGetOut

Caricature da tutto il mondo

Protagonista la guida suprema Ali Khamenei, mentre nel Paese continuano le rivolte di piazza, scattate dopo la morte di Mahsa Amini e, purtroppo, non si fermano le esecuzioni dei manifestanti.
Nelle 35 caricature provenienti da diversi Paesi, Italia inclusa, le donne hanno un ruolo da protagoniste. A cominciare dalla copertina che ritrae una donna nuda e una fila di minuscoli uomini col turbante che entrano nella sua vagina con la scritta: “Mullah, tornate da dove siete venuti”.

In alcuni disegni, i loro capelli formano un cappio intorno al collo dell’ayatollah, in riferimento alle impiccagioni perpetrate dal regime. In un’altra vignetta le donne brandiscono il velo islamico, producendo un soffio che fa sollevare la tunica di Khamenei, ritratto in stile Marilyn Monroe. In un altro disegno la guida suprema viene schiacciata da un tacco a spillo.

https://twitter.com/Charlie_Hebdo_/status/1610320090309836802

Le reazioni

Nei giorni scorsi il sito della rivista era stato hackerato, Teheran aveva convocato l’ambasciatore francese e fatto chiudere l’Istituto francese di ricerca in Iran (IFRI). Proteste anche davanti all’ambasciata francese nel paese.

“Ci dispiace che questa rivista sia pubblicata in un Paese che sostiene di rispettare i valori e i diritti degli altri ma non riesce a difendere i più ovvi principi che governano il diritto internazionale”, ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani. Le vignette, ha aggiunto, “non sono semplicemente un insulto ai valori religiosi della nazione iraniana ma anche una affronto alla posizione delle donne nella società”.
Condannando il governo francese “per avere sostenuto la pubblicazione di vignette oscene utilizzando il pretesto della libertà di espressione”, il funzionario della Repubblica islamica ha affermato che Israele è dietro l’uscita dell’ultimo numero della rivista e ha invitato i governi del mondo a “mostrare una appropriata risposta a questa mossa blasfema”.

“Ricorrere ad insulti con il pretesto della libertà prova chiaramente l’assurdità della logica di coloro che offendono e la loro disperazione nel trovare soddisfazione dalla cospirazione del caos e dell’insicurezza in Iran”, ha accusato invece il presidente iraniano Ebrahim Raisi.

Satira contro la religione e non solo

Charlie Hebdo non è estraneo a queste provocazioni con il mondo islamico. Oltre alle vignette su Maometto che nel 2015 portarono alla strage, in tempi più recenti ha preso di mira anche il presidente turco Erdogan.
La scure satirica del giornale si era abbattuta anche sull’Italia in occasione del terremoto che aveva colpito Amatrice nel 2016, con il sangue delle vittime trasformato in pomodoro, e i morti paragonati alla besciamella delle lasagne.