Giancarlo Giorgetti (Foto LaPresse)

L’aria che tira sui giornali. Ora salta pure Mister prezzi

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Ma no che con la von Der Leyen, riferiscono i giornali, pare che sia andata proprio di liscio con sostanziali “ritocchi” alle riforme del Pnrr e al piano migranti, segno che l’Ue non intende per il momento creare problemi alla Meloni. Il che però non vuol dire che palazzo Chigi non abbia altre grane anzi ,in queste ore, ne ha una, che, scrive La Stampa, potrebbe addirittura “mettere in crisi” i consensi di cui gode questo governo nel paese. E hai voglia , scrive il quotidiano Libero, a dare tutta la colpa “ allo sciacallaggio dei soliti speculatori” perché se il prezzo alla pompa di diesel e benzina continua a restare a questi livelli, l’inflazione rischierà di terremotare consumi , mercato e tutto il resto.

Quanto basta nota il Corriere, perché il governo “ora in panne” non solo sguinzagli tra le pompe “600 agenti della Guardia di Finanza” ma decida anche di liquidare su due piedi Benedetto Mineo, il Mister prezzi , aggiunge la Stampa, di cui fino ad oggi non era nota nemmeno l’esistenza. Con altre misure di “contrasto” che il Cdm si accingerebbe a prendere per combattere, titola Italia Oggi, “la pioggia di accuse alla speculazione” che sta arrivando da ogni parte, un problema però – nota il ministro dell’economia, Giorgetti- che avrebbe radici profonde anche in una burocrazia che continua ad esercitare, sotto traccia, un potere che va oltre a quelle che dovrebbero essere le sue funzioni, un problema che l’esperto leghista – anche al tempo del governo Draghi aveva cominciato a metterci le mani- e che ora vorrebbe affrontare a gamba tesa.

Ma, a parte il super potere dei burocrati, è il problema dell’ormai cronico problema della mancanza di risorse ogni volta risolto mettendo mano alle “accise” sui carburanti-altro che speculatori- a togliere ora davvero il sonno anche a questo governo. Eh sì perché basterebbe che il conto annuo dell’evasione fiscale, che ammonta ogni anno a 147 miliardi di euro, si riducesse almeno di una trentina per cancellare o almeno ad attenuare la rabbia degli automobilisti che, loro malgrado, sono costretti a fare il pieno alla pompa. Insomma un problema non da poco che certo non si risolve dando la caccia agli “speculatori” o rimuovendo dalla carica il Mister prezzi di turno. Bella gatta da pelare per la Meloni forse propensa, vista la sfavorevole congiuntura, a cercare qualche riforma “soft” per fare pagare le tasse ad un numero maggiore di italiani.