Hossein Salami (foto Ansa)

L’Iran minaccia di morte Charlie Hebdo: ‘ricordatevi di Rushdie’

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Nel paese sale il numero di giornalisti arrestati

Charlie Hebdo torna alla carica con una nuova serie di caricature contro il regime iraniano. Nonostante le proteste giunte la scorsa settimana da Teheran per le vignette che prendevano in giro la guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, il settimanale satirico pubblica nuovi disegni contro il regime dei mullah.

In particolare, nel nuovo numero Khamenei viene più volte irriso in riferimento alle tragiche esecuzioni dei manifestanti impiccati in Iran.

La minaccia dai Pasdaran

Puntuali sono arrivate le minacce dall’Iran. Dopo la proteste davanti alla ambasciata francese, la chiusura dell’Istituto francese di Ricerca in Iran (Ifri), e la politica – con le dichiarazioni del presidente Ebrahim Raisi e del portavoce del ministro degli esteri – è intervenuto anche il comandante delle Guardie rivoluzionarie Hossein Salami (nella foto, Ansa).
I musulmani prima o poi si vendicheranno di Charlie Hebdo per le vignette su Khamenei, il suo avvertimento. “Puoi arrestare i vendicatori ma non puoi resuscitare i morti”.
“Questi individui francesi pensino al destino di Salman Rushdie”, l’autore dei ‘Versetti satanici’, ha aggiunto. Contro di lui il defunto leader iraniano Ruhollah Khomeini emise nel 1989 una Fatwa per aver insultato il profeta Maometto. Nell’agosto 2022, Rushdie è stato accoltellato e gravemente ferito a New York.

La situazione dei giornalisti in Iran

Nel paese intanto, nonostante le condanne internazionali, continuano la repressione e le condanne per i manifestanti. Ma raccontarne le storie diventa sempre più difficile, con i giornalisti che rischiano di finire in prigione.
Da quando sono iniziate le proteste, a settembre, il numero degli arrestati tra gli operatori media è salito in modo preoccupante, e secondo il ‘Committee to Protect Journalists’ (Cpj) i reporter arrestati sono 88.
“La repressione ha portato l’Iran a diventare il peggiore carceriere di giornalisti al mondo nel censimento di Cpj del 2022”, ha commentato la ong con sede a New York, aggiornando il suo report.