L’aria che tira sui giornali. E l’eterna “accise” tolse il sonno anche alla Meloni

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Ma sì che è ancora l’imposta indiretta a riscossione mediata detta, in gergo, accisa – varata nel 1935 da Mussolini per finanziare la sua prima guerra coloniale – a creare ora seri problemi anche a chi, come l’attuale premier, l’aveva considerata una “vera porcata” quando sedeva sui banchi dell’opposizione. E chissà quanto deve aver brigato in queste settimane per cercare di abolirla, scontrandosi però contro l’invalicabile muro della ragioneria di Stato che a queste “entrate” extra non può da tempo, anzi da sempre, proprio rinunciare.

E allora via (i giornali non parlano d’altro) al varo di misure che possano almeno attenuare la scoppola – un tondo 10% in più sul costo di ogni litro di benzina o di diesel – che alla pompa si prendono ogni giorno milioni e milioni di drivers. Ed ecco allora un cdm notturno che prova a mettere subito in pista 600 agenti della Guardia di Finanza che avranno il
compito di scovare tutti quei “furbetti” che al prezzo di listino, accisa compresa, aggiungono surrettiziamente altri euro che tanto, nella calca, nessuno se ne accorge.
Ed è – titolano “Il Giornale”, “Libero” e “La Verità” di Maurizio Belpietro – una vera e propria caccia a questi “truffatori della pompa”, avallata anche dai canali della berlusconiana Mediaset.
Ciò non toglie però – sottolineano le testate non filo-meloniane anche per bocca del Censis, la più autorevole società di indagini di mercato – che parte degli elettori di destra non stia reagendo troppo bene all’entità di un “salasso” che
questa volta speravano proprio di poter evitare. E difatti è chiaro – “Repubblica” e “La Stampa” lo sottolineano a chiare lettere – che la Meloni dovrà trovare il modo di metterci una pezza, quale però non si sa, perché sostituire i miliardi di euro che con l’accisa entrano ogni anno nelle casse dello Stato pare, allo stato delle cose, un’impresa impossibile e sulla quale hanno sbattuto già la testa decine di governi.
A meno che qualcuno non decida finalmente a far pagare le tasse anche ai milioni di evasori – circa 100 miliardi di buco l’anno – che ancora non le pagano.

Ma pensare a un’impresa del genere è come sognare ad occhi aperti.