Il Salone del Libro 2022 (foto Ansa)

Salone del Libro, tanti nomi e nessuna certezza

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Ancora non è stato scelto il successore di Nicola Lagioia alla guida del Salone del Libro. Si cerca una figura giovane, attenta all’editoria professionale, alla scienza, alla tecnologia e all’ambiente. Ma nel Comitato i pareri sono discordanti. E così torna in pista anche Lagioia, che potrebbe ripensarci…

Al momento non è ancora tempo di fumata bianca per la scelta della persona a cui affidare la direzione editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino nel triennio 2024-2026 e affiancare l’attuale e uscente direttore, Nicola Lagioia, nell’organizzazione della XXXV edizione della kermesse libraria, in calendario dal 18 al 22 maggio 2023. Anche se Lagioia – secondo i giornali locali – nelle ultime ore starebbe prendendo in seria considerazione l’ipotesi di prorogare il suo impegno.

Intanto, la cronaca fa registrare un comunicato stampa del Comitato Direttivo del Salone dal quale si apprende che sono state “definite le linee guida in vista dei passaggi per giungere alla nomina della direzione”.
Al vaglio del Comitato ci sono i 53 curricula ricevuti ma sul nome del successore di Lagioia non ci sono pareri
univoci. Su un elemento concordano tutti: il prossimo direttore del Salone deve essere giovane e capace di dialogare con i giovani, attento all’editoria professionale, alla scienza, alla tecnologia e all’ambiente, in grado di ampliare sempre di più la vocazione internazionale del Salone. La manifestazione d’interesse, a cui hanno risposto i 53 auto-candidati, non è vincolante né ostativa per il Comitato Direttivo che è libero di nominare un direttore anche fuori da quella rosa di nomi; e questa soluzione sembra la più probabile considerata la difficoltà nell’appianare le divergenze che serpeggiano tra i membri del Comitato.

Sono tanti i nomi circolati negli ultimi mesi: dagli scrittori Giuseppe Culicchia e Paolo Giordano alla direttrice del Circolo dei Lettori, Elena Loewenthal, all’intellettuale e storico Gianni Oliva, fino ad Alessandro Baricco. Nomi che, non avendo presentato spontaneamente una candidatura, non sono (ancora) stati contemplati dal Comitato Direttivo.
Ma le probabilità che venga fuori un altro nome, considerata la disparità di vedute tra i vari soggetti chiamati a decidere, sono abbastanza corpose. Secondo fonti locali ben informate si cercherebbe una figura più “professionale” rispetto ai nomi circolati finora. E a questo proposito si indicano come esempi Oliviero Ponte di Pino, Gianni Oliva, Loredana Lipperini, Bruno Ventavoli. A cui ieri si sono aggiunti il saggista Fabio Gambaro, Armando Massarenti, curatore del supplemento domenicale del Sole 24 Ore, e lo scrittore Gianluigi Recuperati.
Sempre che Lagioia non decida di rimanere al suo posto…

Giulio Biino, presidente del Circolo dei Lettori, getta acqua sul fuoco delle polemiche: “Non ci sono due schieramenti, pubblico e privato, l’un contro l’altro armato, che non trovano un accordo – ha affermato -. Non ci sono veti. L’obiettivo non è tirare fuori il meno peggio, ma il meglio per il Salone del Libro”.
E per Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Torino Città del Libro, che rappresenta gli organizzatori privati, “la nomina deve guardare al futuro. Vorremmo un candidato in grado di far crescere ancora il Salone. Ci vorrà tempo, ma tanto il direttore oggi ce l’abbiamo e stiamo lavorando alacremente per organizzare il Salone 2023”.

Sono sette i componenti del comitato direttivo: per il Circolo dei Lettori il presidente Giulio Biino, che coordina il gruppo, e Marco Pautasso. Per l’Associazione Torino, Città del libro oltre a Silvio Viale, anche Piero Crocenzi e Francesca Mancini. Per il Comune e la Regione le due assessore alla cultura Vittoria Poggio e Rosanna Purchia.
Servono sei voti su sette per arrivare alla decisione ma tutti sono orientati a raggiungere l’unanimità.