Chiara Ferragni: a Sanremo contro la violenza

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Ha devoluto l’intero compenso per il Festival di Sanremo a D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza.
Chiara Ferragni – sul palco dell’Ariston la prima e l’ultima sera del festival – si impegna così in una causa in cui crede profondamente.

20mila donne

D.i.Re è un’associazione nata una trentina d’anni fa, che oggi conta – come riepiloga la presidente Antonella Veltri – 3mila volontarie, 106 centri antiviolenza dove nel 2021 si sono presentate 20.711 donne. E 1.023 posti letto in rifugio per quelle che scappando dai maltrattamenti di compagni e mariti hanno bisogno di nascondersi per non essere uccise.
“È un fenomeno pervasivo, e parlarne è importante per poter intervenire. Tutti devono partecipare: il mondo della comunicazione, come l’imprenditoria, la cultura, la formazione”, sottolinea Veltri.

Chiara Ferragni (foto Ansa)
Chiara Ferragni (foto Ansa)

Ferragni “libera e fiera”

Al suo fianco, Chiara Ferragni ci mette la faccia. E ci metterà le parole, quando su Rai1 si presenterà come conduttrice accanto ad Amadeus. “Per me l’indipendenza economica è sempre stata super importante – dice Chiara – e fin da piccola ho avuto l’idea che non sarei mai stata dipendente da un uomo”.
Invece, aggiunge, “in Italia solo la metà delle donne lavora, al Sud si riducono a un terzo. Ma se non guadagni, è difficile uscire da certe situazioni, lasciare un marito violento. Guadagnare significa avere qualcosa che ci renda libere e fiere”.
È pur vero che in questa fase ottenere un impiego non è certo semplice. Ma il contributo della influencer servirà anche a questo, perché sarà investito dall’associazione negli Sportelli Lavoro, che aiutano le donne a trovare una propria strada professionale e quindi economica.

Chiara Ferragni e Fedez (Foto ANSA/MATTEO CORNER)

“A Sanremo parlo a tutti”

Quanto a Sanremo, Chiara ancora non ha esattamente deciso come interverrà ma di sicuro di questi temi parlerà. Anche perché l’hanno toccata personalmente. Non dal punto di vista fisico, ma come violenze psicologiche che “ho subito più volte, in diverse fasi della mia vita, e non le ho riconosciute: l’errore che si fa troppo spesso è normalizzare certi comportamenti. Invece nella possessività non c’è niente di normale, e bisogna parlarne il più possibile”.
E il palco migliore non può che essere quello di Sanremo. Anche perché “Amadeus nelle ultime edizioni ha fatto cose pazzesche, ha allargato il pubblico, e adesso lo guardano anche giovani che prima il festival lo ignoravano”. È a tutti loro che parlerà Chiara.
(E in quell’occasione il microfono sarà tutto suo, mentre alla presentazione della bella iniziativa è l’addetto stampa che in più occasioni decide di rispondere direttamente alle domande poste alla Ferragni, e a nulla valgono le proteste dei giornalisti)