Sabato, domenica e lunedì. In scena, in sala, in mostra

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Toni Servillo e la poesia di ‘Tre modi per non morire’, Alessandro D’Avenia e i versi di Dante. Al cinema con la colazione, in teatro con la testa del Battista. E un appuntamento per combattere a fianco delle ragazze iraniane e aiutare gli oppositori del regime

‘Salome’

Salome, dallo schermo alla sala

Debutta sabato al Teatro alla Scala una ‘Salome’ dalla lunga gestazione. In due anni, da quando l’arrivo del Covid ne bloccò la messinscena per il pubblico, si sono succeduti diversi maestri e diversi protagonisti. Il primo allestimento, con la direzione di Riccardo Chailly, realizzato a teatro chiuso, è diventato una ripresa televisiva realizzata da Rai Cultura e programmata su Rai 5. Adesso l’opera si apre al pubblico. Il regista è sempre Damiano Michieletto, che tuttavia ha apportato alcuni cambiamenti alla messinscena di Strauss. Nella versione che arriva sabato e che doveva essere diretta da Zubin Mehta la direzione è affidata ad Axel Kobel e (per le repliche del 20 e 27 gennaio) a Michael Güttler. Salome è Vida Miknevičiūtė.

Toni Servillo

La poesia di Servillo

Si parte da Baudelaire, poi Dante, quindi gli antichi greci. Solo sul palcoscenico del Piccolo Teatro, nella sala intitolata a Mariangela Melato scomparsa esattamente 10 anni fa, Toni Servillo interpreta i poeti riletti attraverso lo scrittore Giuseppe Montesano. “Che cosa possono fare l’arte e la poesia per farci tornare vivi?”, chiede l’attore. La risposta è in scena, con ‘Tre modi per non morire’, che resterà in teatro fino al 22 gennaio.

Antonio Albanese, Vinicio Marchioni in ‘Grazie ragazzi’

Colazione e carcere

Si parte con il bel film ‘Grazie ragazzi’, in cui Antonio Albanese – doppiatore di porno – diventa coach di un gruppo di carcerati per portare in scena ‘Aspettando Godot’. Domenica, al cinema Sivori di Genova, si può andare alle 10.15 a fare colazione con focaccia e brioche, oltre a caffè e bevande. A seguire, compresa nel prezzo di 8 euro e mezzo, la proiezione. Un modo per provare a ingolosire gli spettatori e riportarli in sala. Con il supporto di Bper

Hedda Gabler, non solo madri

Al Carignano di Torino fino a domenica una nuova ‘Hedda Gabler’. L’amletico personaggio di Ibsen, su cui al Piccolo Teatro si è appena cimentato anche Liv Ferracchiati, è protagonista di una produzione ungherese, in scena con sovratitoli italiani. Dice la regista Kriszta Székely: “In Ungheria si sente il desiderio di definire le donne secondo il loro compito biologico, come madri e come mogli. Questo dramma ci dice che esistono donne che non sono capaci di essere conformi agli stereotipi e, anche se ci provano, non saranno mai capaci di vivere una vita normale”.

Bologna, che figurina!

Album completi, figurine sfuse, rookie, card… Domenica a Bologna 40 espositori di tutto il mondo festeggiano la decima edizione di ‘Figucon’. La mostra mercato che attira appassionati e collezionisti quest’anno promette alcune novità, come un’area demo per giocare con le card di Pokémon e Magic-The Gathering. Inoltre, in collaborazione con Amnesty International, presenta in anteprima la figurina solidale disegnata da Chiara Raimondi in memoria di Sahar Khodayari. Sahar, iraniana, si era travestita da uomo per andare allo stadio a Teheran: scoperta e arrestata, si è poi data fuoco uccidendosi. E oggi rinasce come Blue Girl.

Alessandro D’Avenia

La Commedia del prof

Alessandro D’Avenia, scrittore (‘Bianca come il latte, rossa come il sangue’) e insegnante, lunedì al Teatro Carcano di Milano inaugura un ciclo di 3 incontri battezzato ‘Di nostra vita’. Ogni incontro è dedicato a una cantica della ‘Divina commedia’. Si comincia con l’Inferno, luogo il cui orrore non dipende da demoni e supplizi fisici, ma dall’assenza dell’amore. Le serate, dice D’Avenia, sono un “viaggio nell’aldiqua: all’Inferno, in Purgatorio e in Paradiso non ci si va, ma ci si è… o della questione dell’amore”.

Donne, vita, libertà

Lunedì sera al Teatro Manzoni di Roma Lucia Goracci modera l’incontro ‘Facciamo rete per la libertà in Iran’. La serata – a 4 mesi esatti dall’uccisione di Masha Amini – vuole costruire una rete di sostegno per le donne che nel Paese stanno morendo, ammazzate, in nome dei propri diritti. Ad aprire la serata, una performance degli studenti iraniani residenti a Roma e una di musica, seguite da poesie e letture di testimonianze della protesta. Nel corso dell’incontro intervengono Laura Boldrini, la senatrice Cecilia D’Elia, Tina Marinari di Amnesty International, la giornalista Gabriella Colarusso, il professor Massimo Papa, l’avvocata Deniz Ali Asghari Kivage e l’attivista Parisa Nazari. Tema del dibattito: il Patrocinio politico e altre forme di sostegno agli oltre 18 mila oppositori iraniani arrestati dal 16 settembre 2022.