Elly Schlein, Gianni Cuperlo, Stefano Bonaccini , Paola De Micheli (Foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. Meloni nel pantano delle accise. E il Pd cerca un capo nei gazebo

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Ma che fortunata coincidenza che lo sciopero minacciato da legioni di benzinai – che ora la Meloni sta tentando in tutti i modi di scongiurare – coincida con la ripartenza, dopo mesi di imbarazzante silenzio, del partito che dovrebbe guidare l’opposizione.
Anche se non c’è giornale che non abbia sottolineato l’imbarazzo di un Pd alla spasmodica ricerca di un leader che, per stile, vivacità e programmi, sappia davvero competere con la Meloni. Difatti non è un problema da poco per la sinistra – nota la Repubblica – far uscire dai gazebo, fino a poco tempo fa popolati solo ma anche da fantasmi, un segretario che, insomma, al di là delle chiacchiere, sappia avere il nerbo, la statura, il calibro e non si sa cos’altro, non solo per creare imbarazzi all’odiata premier ma per mettere anche nell’angolo un cinquestelle, idea barbina dell’ex avvocato Conte, che ora vorrebbe primeggiare, in Parlamento e nelle piazze, in questa non facile competizione.

E difatti c’è, tra i simpatizzanti del Pd, curiosità e incertezza su chi, tra i quattro candidati alla leadership, potrà prevalere nelle votazioni che avverranno soprattutto nei gazebo dove “davvero conta” – sottolinea Dario Nardella, sindaco di Firenze, – la presenza fisica” di chi è fedele a questo partito.

L’identikit dei 4 in lizza viene snocciolato di nuovo dai giornali e, almeno per il comune lettore, non pare che ci sia candidato che prevalga davvero sull’altro. C’è Stefano Bonaccini, che ha guidato con successo l’Emilia Romagna, con barba bianca e collaudata esperienza politica alle spalle; ma anche Elly Schlein, una trentasettenne tutta pepe e voglia di cambiamento – voleva solo il voto on line – che si è iscritta al Pd solo dopo essere stata eletta in Parlamento da indipendente. E poi Paola De Micheli, ministra per le Infrastrutture nel governo Conte 2, che, per foga e chiarezza di linguaggio, non le manda certo a dire su quel che il Pd dovrebbe fare e non fare per uscire dalle nebbie.
E infine Gianni Cuperlo, testa “pensante” di lunga scuola che del Pd, prima dell’arrivo del nefasto Renzi, era stato pure presidente.

E insomma, prova a commentare Il Foglio, vinca il migliore perché il problema, mai come oggi, è di ripartire alla grande prima che calino le davvero le nebbie. Tutto questo mentre la premier sta cercando, a suo modo, di uscire dal fastidioso ma non insuperabile pantano delle accise.
Certo curiosa – e chi non lo sarebbe – di vedere chi avrà di fronte ma poi non tanto da farle perdere il sonno perché, con la maggioranza che, per ora granitica la sostiene, non c’è leader Pd che possa davvero metterle i bastoni tra le ruote.