Federico Mollicone (Foto Ansa)

Pirateria, Mollicone: lotta a fenomeno prioprità del Governo

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Al convegno Anica il presidente della commissione Cultura alla Camera parla anche di una legge che tuteli audiovisivo e settore editoriale

“Un danno potenziale per film, serie e fiction pari a 673 milioni di euro, con quasi 72 milioni di fruizioni perse”. È quanto potrebbe andare in fumo a causa della pirateria nel settore dell’audiovisivo secondo i dati Ipsos con l’Italia quarto Paese “per numero di attacchi a livello globale”.
A tirare le somme di un fenomeno che cresce di pari passo con l’evoluzione digitale mondiale è il presidente della Commissione cultura, scienza e istruzione alla Camera, Federico Mollicone, al convegno Anica ‘What happened to my data? – Cybersecurity e industria audiovisiva, rischi e cure’.

Audiovisivo e sicurezza dati obiettivi strategici

“Il mondo sta cambiando velocemente e le industrie che si occupano di creatività devono sapere che i dati sono un bersaglio molto appetitoso anche per interessi non trasparenti”, ha ammonito il presidente dell’Anica Francesco Rutelli. “Unire le attività produttive, le nuove occasioni di lavoro, l’industria del cine-audiovisivo e la sicurezza dei dati sono tutti obiettivi strategici nell’interesse dell’Italia”.

“Il settore dell’audiovisivo è uno di quelli più digitalizzati, sin dalla produzione fino alla sala cinematografica, ha spiegato il direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, Roberto Baldoni. “Ha quindi una superficie molto ampia che può essere sfruttata dai cybercriminali”. Un esempio per tutti: “Hulk”, il primo film soggetto a un leak, che finì per guadagnare 131 milioni di dollari a fronte dei 137 spesi.
“C’è solo una soluzione: consapevolezza del rischio e condivisione di informazioni, perché più noi costruiamo una rete di scambio informativo riguardo possibili attacchi, più riusciamo a difenderci nel settore dell’audiovisivo e nel sistema Paese”, ha spiegato.

Pirateria “priorità del Governo”

Sul tema “governo e Parlamento stanno già lavorando”, ha assicurato Mollicone. “Siamo quotidianamente oggetto di attacchi alla nostra privacy, alle nostre informazioni finanziarie, sanitarie, ai dati sulle nostre preferenze politiche”.
“La definizione di un quadro normativo chiaro contro la pirateria è un’assoluta priorità del Parlamento”, ha aggiunto.

Tra l’altro è stata rincardinata “nella Commissione 7/a e congiunta con la Tlc” la sua proposta di legge “contro la pirateria digitale nel settore audiovisivo, nel settore streaming e anche nel settore editoriale, inteso sia di carta stampata sia libraria”.
“È la proposta che si era arenata con la caduta della scorsa legislatura”, ha sottolineato Mollicone. “Dobbiamo recuperare il tempo perduto e per questo cercheremo di approvarla direttamente in commissione senza andare in aula”. “Dalla sua approvazione dipende la tutela di circa 10 mila posti di lavoro dell’industria audiovisiva”, ha chiosato, anticipando l’avvio di una indagine conoscitiva – con la commissione Cultura, Scienza e Ricerca – sull’impatto dell’innovazione – cybersicurezza inclusa – nei settori della cultura, dell’istruzione e dell’Università, dell’audiovisivo, del cinema, della scienza e della ricerca.

Più poteri ad Agcom

Obiettivo, “maggiori tutele per le opere protette dal diritto d’autore online, accrescendo i poteri di Agcom e intervenendo in particolare sul tema della tempestività delle azioni di contrasto”.
“Ruolo importante, ha aggiunto, avrà anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che coadiuverà i lavori per la costituzione della piattaforma per la disabilitazione dei contenuti”.

E nella vita quotidiana? “Il panorama attuale – racconta il Cyber Intelligence Specialist Paolo Passeri – vede il 60% dei nostri dati nel cloud e oltre il 60% dei dipendenti che lavora da remoto”. Ed è proprio “il cloud, nel 47% dei casi, il vettore principale di accesso” per eventuali attacchi o furti informatici. “Solo secondo, con il 26%, il più conosciuto phishing”.