Valerio Nicolosi (credit Pietro Baroni)

Valerio Nicolosi / Il gioco sporco

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Valerio Nicolosi, giornalista e fotoreporter, ci porta nel cuore del tema-problema immigrazione spiegando, con ‘Il gioco sporco’ (Rizzoli), cosa accade lungo le frontiere europee. Dove migliaia di uomini, donne e bambini incolonnati lungo la Rotta Balcanica aspettano un visto bloccati per mesi, a volte anni, in campi profughi che sembrano (e forse lo sono) gigantesche prigioni più che centri di accoglienza. Con la Fortezza Europa barricata dentro i propri pregiudizi e le sue politiche talvolta poco umanitarie. Abbiamo chiesto a Nicolosi di spiegare i contenuti e le ragioni del suo libro. Ecco il suo racconto.

“Cosa accade lungo le frontiere europee? Questa è la domanda che spesso manca a chi affronta il tema dei migranti. Si parla sempre dei numeri delle persone arrivate così come dei problemi legati all’accoglienza, raramente ci chiediamo come le politiche di esternalizzazione della frontiera hanno influito sulla vita delle persone che si mettono in viaggio a causa delle guerre e della fame.

In questo libro aggiungo quel pezzo di racconto con reportage e analisi raccolti in anni di lavoro, per la gran parte passati proprio lungo le frontiere europee.
Famiglie afghane o giovani siriani, tutti in marcia lungo la Rotta Balcanica, che porta ogni anno migliaia di persone ai confini della Fortezza Europa: quell’insieme di barriere fatte da muri, filo spinato, pattuglie delle polizie o termo scanner. 

Si “spiaggiano”, restano bloccati per mesi o anni in un paese dove non resterebbero nemmeno per poche ore. Si ritrovano a vivere nei campi profughi in Grecia, più simili a una prigione che a un luogo di accoglienza della civile Europa. I bagni, quando ci sono, vanno divisi tra 160 persone e qui anche i bambini tentano il suicidio. 

Nei palazzi abbandonati della Bosnia i migranti recuperano le energie per affrontare gli ultimi 15 giorni di cammino. Lo chiamano “game”, è la lotteria che provano a giocare ogni volta che si mettono in viaggio verso Trieste ma che dovranno provare per molte volte, anche 25, perché la polizia croata li ferma, agisce con violenza e li respinge in Bosnia illegalmente. La Rotta Balcanica è meno mortale del Mediterraneo Centrale ma più crudele. Lì ho visto e conosciuto decine di persone in viaggio da anni con un braccio rotto e calcificato male, con i piedi cotti e con una fame che non gli permette nemmeno di parlare. Eppure i governi non fanno altro che chiudersi dentro la Fortezza Europa, nella speranza che regga all’urto della disperazione ancora a lungo.

Nel libro racconto anche l’esodo ucraino dai primi momenti dell’invasione del 2022, quando mi trovavo a Kiev e ho assistito all’inizio della più grande migrazione della storia recente e passata, per numeri e velocità. L’Unione Europea in questo caso ha reagito in modo diametralmente opposto, aprendo le frontiere e dando la possibilità di circolare nei paesi membri. I reportage raccontano le speranze e le paure di chi era in fuga dalla guerra. Che poi sono le stesse emozioni che ho incontrato sulle altre rotte, perché la guerra crea disperazione e questa porta a lasciare la propria casa in cerca di un luogo più sicuro”. (Valerio Nicolosi)

Chi è Valerio Nicolosi

Nicolosi (credit Pietro Baroni), nato a Roma 1984, è giornalista, regista e fotografo, si occupa di tematiche sociali, rotte migratorie e Medio Oriente. Ha diretto il docu-film ‘Ants’, sulle rotte migratorie verso l’Europa, e altri documentari a sfondo sociale. Collabora con Mediaset, Rai, Associated Press, Reuters, Ansa e con vari quotidiani nazionali e internazionali. Ha vinto premi come fotoreporter e regista. Quando può, tiene seminari e incontri nelle università italiane e palestinesi. Ha pubblicato tra gli altri libri (R)esistenze (Crowdbooks 2018) e Mediterraneo (con Caterina Bonvicini, Einaudi 2022) ed è autore di podcast per Micromega e Storytel.