L’aria che tira sui giornali. Da Nordio ai benzinai la ‘panzer’ Meloni fa abbassare le creste

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“La panzer Meloni” – titola il quotidiano Libero, appioppandole ora anche l’inedito soprannome – corre ad Algeri a fare il pieno di petrolio per fare abbassare la cresta, con perfetto tempismo, anche alle decine di migliaia di benzinai che da questa sera sono in sciopero proprio contro di lei. E l’occasione è d’oro, titolano oggi Corriere, Repubblica e altri, anche per fare abbassare la cresta a un Guardasigilli (“io per la magistratura ho una venerazione”, ammette all’istante Nordio) che, contro gli “abusi” nelle intercettazioni, le stava provocando un mare di guai. E, giorno fortunato, non poteva mancarle l’elogio del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, per avere, non si sa come, “raffreddato” anche quello spread che fu lo spauracchio del governo Berlusconi.

Insomma, meglio di così non si può, anche se ancora non sono del tutto chiari gli accordi algerini che dovrebbero in breve tempo liberare finalmente l’Italia “dal mortale cappio del petrolio russo”.
E comunque, che scena magistrale far visita ad Algeri, accompagnata dal presidente dell’Eni, Claudio Descalzi, anche al “Giardino” dedicato a Enrico Mattei, il primo italiano che osò sfidare – e per questo la pagò cara – il potere delle sette sorelle.

Insomma, gli automobilisti che, da questa sera, resteranno a secco alle pompe di benzina se ne facciano una ragione perché ora, con l’accordo algerino, ci sono tutti i presupposti perché l’Italia diventi l’hub petrolifero del Mediterraneo. E nel volo di ritorno – riferiscono i giornali – la “panzer” citata da Libero ne dice quattro anche ai tedeschi che non vorrebbero – ma pare che ci stiano già ripensando – dare i loro munitissimi panzer all’Ucraina per stoppare finalmente i russi di Putin.

Insomma, un governo che, per ora, starebbe andando a gonfie vele su tutti i fronti anche se poi – e i dubbi fioccano anche da parte dei suoi alleati di governo – bisognerà vedere se tutte queste rose fioriranno. A partire dai magistrati che, nei confronti di Nordio, hanno ora il dente avvelenato.