Arabia Saudita tra gli sponsor della Formula E. Rinnovato l’accordo con Tarshid

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Che l’Arabia Saudita voglia emanciparsi dal petrolio, è ormai confermato dalle tante operazioni che puntano a generare introiti di diversa estrazione da quella petrolifera. Lo sport è uno dei pozzi che la monarchia ha iniziato a trivellare con maggiore insistenza. Vedi l’acquisto del New Castle, la candidatura ai mondiali 2030, il super ingaggio di Cristiano Ronaldo, l’importazione delle Supercoppe italiane e spagnola, la creazione di un campionato di calcio femminile e, per ultimo, la rinnovata partnership con Formula E.

La categoria elettrica della Fia ha infatti prolungato l’accordo, stipulato lo scorso anno, con la compagnia energetica saudita Tarshid – interamente partecipata dal fondo di investimento sovrano (Pif) – . Una sponsorizzazione che permette al secondo esportatore di petrolio al mondo di partecipare all’unica competizione sportiva che ha nella sostenibilità la sua ragion d’essere. “Rinnovare l’accordo con Formula E conferma il contributo di Tarshid al raggiungimento degli obiettivi sostenibili del regno”, ha dichiarato il chief executive officer di Tarshid Waled Alghreri.

La candidatura a Expo 2030

Il principe bin Salman ha presentato nel 2016 un piano strategico noto come Saudi 2030 Vision, al fine di emancipare il regno dal settore petrolifero e rilanciare altri settori. Un programma di investimento da 2 mila miliardi di dollari assegnato al Public Investment Fund (Pif), il fondo sovrano istituito appositamente dal principe ereditario e di cui il regno era sprovvisto – unico Stato al mondo – fino alla presentazione del piano. Tra i settori interessati dagli investimenti vi è anche il turismo. Non a caso, dopo essersi aggiudicata i Giochi asiatici invernali del 2029, l’Arabia saudita si è candidata per ospitare Expo 2030. Selezione che vede fra gli altri concorrenti Busan (Corea del Sud), Odessa (Ucraina) e Roma.