Sanremo, l’intervento di Zelensky scatena già polemiche

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Il video di un paio di minuti dovrebbe andare in onda dopo l’esibizione dei 28 cantanti in gara

Cominciano a circolare le indiscrezioni sulla collocazione che l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe trovare nella scaletta della serata finale del Festival di Sanremo, sabato 11 febbraio.
Secondo AdnKronos, il video dovrebbe durare un paio di minuti e andare in onda alla fine della gara dei cantanti, prima dello spareggio finale tra i primi cinque classificati, senza di fatto interrompere la sequenza dell’esibizione dei 28 cantanti in gara.

Pro e contro

Per il presidente Ucraino, con un passato da attore e comico, non sono una novità incursioni di questo tipo. Dal festival di Cannes a quello di Venezia, fino ai Golden Globes, nell’ultimo anno, Zelensky ha preso parte alle maggiori manifestazioni del mondo dello spettacolo dei Paesi che sostengono l’Ucraina.

Ma da quando, tramite Bruno Vespa è stata annunciata la sua presenza al Festival, si è acceso un dibattito sull’opportunità di questa partecipazione.
Una manifestazione è stata indetta per sabato 11 febbraio dal Comitato di liberazione nazionale (Cln) con Pecora nera, nel piazzale di Pian di Nave, a Sanremo, in segno di protesta contro la presenza del leader ucraino e l’invio di armi da parte dell’Italia a Kiev. Lo stesso giorno gli ucraini sono pronti a scendere in piazza a sostegno del proprio presidente, probabilmente davanti all’Ariston.

Divise anche personalità legate al mondo dello spettacolo e della cultura. Il vignettista Vauro Senesi, conAdnKronos ha definito la scelta di Amadues “squallida”. “Questo invito diventa una propaganda bellica in un momento in cui c’è bisogno di parlare di diplomazia, di cessate il fuoco e di pace”, ha detto.
Una posizione condivisa anche da Moni Ovadia, che ha parlato di un “clima bellicista pericolosissimo”. “Hanno deciso di invitare Zelensky per fare cambiare idea alla gente ma per fortuna la maggioranza degli italiani è contraria a questa guerra”, ha detto senza risparmiare critiche anche all’America.

Durante la sua trasmissione ‘Fuori dal Coro’ ha criticato la scelta anche Mario Giordano. “Zelensky va a Sanremo a chiedere più armi lì sul palco tra Gianni Morandi, Chiara Ferragni, i Cugini di Campagna e Amadeus”. Per poi chiosare con un: “Zelensky giù le mani da Sanremo”.

Nei giorni scorsi, con un editoriale su ‘Chi’ si era espresso anche Alfonso Signorini. “C’è in tutto questo un retrogusto amaro che non posso fare finta di ignorare”, ha scritto. “E non è la prima volta che mi capita”, ha aggiunto ricordando anche il servizio glamour dalla moglie di Zelensky, Olena, su Vogue. “Nel pieno della guerra, sullo sfondo di un tragico palcoscenico di macerie e di morti, quelle immagini erano un vero e proprio pugno nello stomaco”.