Corte Suprema (Foto Ansa)

Usa, i giudici conservatori spaventano i media. Vox: libertà stampa minacciata

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I no vax americani mettono nel mirino i media, con l’accusa di aver monopolizzato la divulgazione scientifica sui temi Covid e vaccini. Lo racconta il sito Vox, citando l’organizzazione cospirazionista Children’s Health Defense che ha fatto causa a Washington Post, Bbc, Associated Press e Reuters per aver violato le norme antitrust, cospirando con le tech company al fine di imporre un’unica linea di informazione sulla salute.
Un’accusa completamente infondata, attacca il portale, che sottolinea come non ci sia niente di illegale nella collaborazione tra media quando lo scopo di tale sforzo collettivo è promuovere obiettivi sociali o politici, in questo caso la salute pubblica. Non certo ottenere vantaggi economici a scapito di propri concorrenti.

A destare più di qualche preoccupazione è il fatto che a seguire il caso sarà Matthew J. Kacsmaryk, giudice reazionario nominato da Trump nel giugno 2019.
Membro dell’organizzazione di giuristi conservatori Federalist Society – a cui appartengono anche il giudice federale Amy Coney Barrett e altri giudici candidati dall’ex presidente Usa -, Kacsmaryk è noto per l’opposizione alle unioni civili, all’uso di contraccettivi e alla vendita del mifepristone, il farmaco abortivo più usato negli Stati Uniti.
In passato, il giudice ha proposto l’abolizione delle leggi federali che tutelano i pazienti Lgbtq dalle discriminazioni di alcuni operatori sanitari.

Il timore di Vox è che Kacsmaryk possa accogliere le richieste dei no-vax, costringendo così i media imputati, a cui i repubblicani si considerano insofferenti, a risarcire economicamente la parte lesa.
Come se non bastasse, ad agitare ulteriormente, la possibilità che nel caso in cui poi si arrivasse in Corte d’Appello i media incontrerebbero un secondo fronte conservatore nominato da Trump e in linea con le posizioni di Kacsmaryk.

Il quotidiano online parla così apertamente di minaccia alla libertà di informazione. E sottolinea come in ogni caso, qualunque cosa accada, è probabile che i media coinvolti debbano spendere cifre enormi in spese legali mentre i loro avvocati lottano per convincere la magistratura (di destra) a non considerare la stampa come fosse il proprio sacco da boxe.