L’aria che tira sui giornali. Terrorismo e carcere duro, la Destra alla prova dei fatti

Condividi

Ci mettono poco oggi i giornali – altro che guerra in Ucraina – a rispolverare titoli, interviste e correnti che ricordano, ma questa volta con la firma degli anarchici, il terrorismo, allora targato Br, che anni fa si concluse con l’omicidio di Aldo Moro. E non c’è che riprovazione quasi unanime per attentati e auto incendiate che fanno pensare a un piano premeditato che ha preso l’avvio con i cento giorni di digiuno di Alfredo Cospito, un anarchico da tempo sottoposto, per i crimini che aveva commesso, alle norme del 41 bis, il cosiddetto carcere “duro”. E la Destra, ci mancherebbe, che reagisce di par suo perché è inammissibile, dice il Guardasigilli Nordio, che lo Stato di diritto consenta simili violenze, retaggio di un genere di crimini che devono essere combattuti con la massima durezza.

Anche se – è il quotidiano La Repubblica a sottolinearlo con un’intervista a Gherardo Colombo (un magistrato che, ai suoi tempi, ne aveva viste di cotte e di crude) non c’è dubbio che il regime del 41 bis andrebbe rimodulato perché sarebbe, almeno in parte, in contrasto, secondo Colombo, con l’articolo 27 della Costituzione che sancisce che le pene non possono consistere “in trattamenti contrari al senso di umanità e all’articolo 17 che punisce ogni forma di violenza fisica o psicologica nei confronti delle persone la cui libertà è limitata”.

Il fatto che il ministro della Giustizia abbia, in queste ore, trasferito Cospito in un altro carcere, fa pensare che il governo intenda affrontare un problema che – oggi con gli anarchici e domani con chissà quanti altri – vada in qualche modo rimodulato. Come lo è, più in generale, l’annoso e mai risolto problema dello stato delle nostre carceri dove ogni anno si registra un alto numero di suicidi. Gatta da pelare non da poco per una Destra che, nella gestione dei problemi di questo Paese, vorrebbe imprimere il suo marchio di fabbrica. Più che giusto quindi combattere, da una parte e con la necessaria durezza, ogni forma di terrorismo ma, dall’altra, è anche il caso di affrontare il problema di un sistema carcerario – cento e più strutture, molte delle quali ancora all’età della pietra, che, con o senza 41 bis, andrebbero finalmente ristrutturate. E siccome la destra ha davanti a sé 1750 giorni e passa di tempo prima della fine della legislatura, sarebbe il caso che facesse qualcosa.