Adrai: evitare confusione. Servono strategie chiare

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Non ancora asciugate le lacrime per l’emozione della performance di Roberto Benigni e la presenza del presidente Sergio Mattarella al Festival di Sanremo, a rovinare la festa viene diffuso dalle agenzie un comunicato molto preoccupato dell’Associazione dei Dirigenti Rai che descrive un’azienda fuori controllo. Un atto di accusa implicito all’ad Carlo Fuortes che i manager di Viale Mazzini sembrano decisi a far fuori.

Ecco il testo:

L’Associazione Dirigenti RAI (Adrai) osserva con crescente preoccupazione gli evidenti segnali di allarme sulle prospettive di sostenibilità del Servizio Pubblico Rado Televisivo.

La scorsa settimana, grazie alla provvidenziale assenza di due consiglieri, il budget previsionale è stato “non bocciato” per impedire la paralisi aziendale.

Il piano industriale ancora non è stato sviluppato in tutte le sue linee eppure si poggia in maniera essenziale sul piano immobiliare che, complice la crisi generale ma anche la lentezza decisionale, vede il rischio concreto di ridimensionare il valore di realizzo delle cessioni previste.

La sbandierata riforma per generi per ora ha generato confusione di ruoli e problemi di gestione dei budget senza dare significativi slanci produttivi ed editoriali degni di futura memoria. E non di meno prosegue strisciante una “giornalistizzazione” delle reti con una confusione dello specifico di due diverse professioni: il manager e il giornalista radiotelevisivo.

L’indebitamento a bilancio sarà sostenibile fintanto che lo saranno gli interessi passivi; il tema delle risorse si sarebbe dovuto porre nel rinnovo del Contratto di Servizio che invece è stato differito.

Da troppo tempo non viene affrontato il rapporto con gli agenti e i produttori di intrattenimento che sembrano essere i veri signori della TV spingendo il sistema verso un sempre maggior ricorso ad appalti esterni.

L’esitante e confusa gestione del messaggio del Presidente Zelensky: prima video, poi audio e infine testo. La tragedia della guerra alle porte dell’Europa avrebbe meritato una più sobria e meditata gestione comunicativa.

E infine l’annuncio della presenza del Presidente della Repubblica Mattarella alla serata inaugurale con surreali ringraziamenti all’insaputa dei Vertici Rai. Una Rai che da tempo non riesce a palare con le Istituzioni; ma tant’è. Le Istituzioni del Paese meritano di più e di meglio.

Su questi temi l’Adrai ritiene che debbano essere definite strategie chiare, condivise con l’Azionista e funzionali alla realizzazione degli obiettivi del Servizio Pubblico. 

L’Associazione Dirigenti RAI (ADRAI) per spirito di responsabilità non può più sottacere le criticità aziendali per troppo tempo non affrontate dal Vertice Aziendale e chiede l’apertura di un confronto costruttivo per garantire a tutti i cittadini-abbonati un Servizio Pubblico Radiotelevisivo all’altezza delle aspettative.

La Rai è una risorsa culturale e informativa unificante per il Paese, va tutelata per il bene di tutti.