Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti (foto Ansa)

Tlc, Butti: settore strategico per la crescita. Serve affrontare debolezze di sistema

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“Eventi come il ‘down’ di Tim di qualche giorno fa confermano quanto la rete sia importante”. A sottolinearlo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Alessio Butti, in un intervento sul Corriere della Sera.

“Le debolezze del sistema”

“Il nostro Paese sta investendo risorse pubbliche rilevanti per migliorare l’intero sistema di connettività, puntando sulla fibra e su un’architettura di rete a prova di futuro”, ha scritto.
“Quanto è accaduto a Tim ci invita a considerare i punti di debolezza del sistema”, precisando: “non serve a granché scaricare le colpe su altri, ad esempio il flusso internazionale della cosiddetta grande internet, perché le debolezze appartengono al nostro circuito nazionale”.

Controllo della rete come nei grandi Paesi Ue

“La rete è strategica per il Paese e tale è considerata in tutte le nazioni europee, avanzate e democratiche. Dalla rete e dalla sua gestione dipendono i settori cruciali delle pubbliche amministrazioni centrali e locali, dI grandi imprese e PMI, della finanza e della sanità, delle scuole e delle università”, ha ripetuto.

Butti ha individuato alcuni tra i fattori che hanno portato allo stato di crisi del settore. Il primo è il distacco della politica, “che negli ultimi vent’anni ha privato il settore di qualsivoglia strategia industriale”. Il secondo “errori regolatori consumati attraverso decisioni di AgCom che hanno favorito la corsa al ribasso dei prezzi, favorendo i consumatori ma penalizzando le imprese, mentre l’autorità ha la missione di tutelare entrambi”.
Da ultimo “la contingenza del momento, con la guerra che ha fatto lievitare i costi dell’energia” e “le conseguenze negative di un’inflazione non prevista”.

La rete nazionale

“Impossibile pensare che la partita possa ridursi ad uno schema di percorribilità finanziaria senza altro”, ha detto poi a proposito del progetto della Rete unica, definita “un asset nazionale”.
“Il governo è impegnato ad assicurare all’Italia una rete a controllo pubblico, come è nei grandi Paesi europei. Le soluzioni sin qui proposte dovranno pertanto confrontarsi con questo obiettivo di interesse nazionale, assicurando occupazione e crescita”.
“La direzione giusta, ha concluso, è specificata nel programma di governo e occorre percorrerla con coerenza sino in fondo.