Inno all’informazione locale per la Provincia di Cremona e Crema

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All’evento per i 75 anni del quotidiano, istituzioni e stakeholder riconoscenti per il lavoro giornalistico svolto.

‘Da settantacinque anni orgogliosamente di Provincia’ è lo slogan che ha scandito le iniziative editoriali lanciate dal quotidiano di Cremona, Crema e Casalmaggiore in avvicinamento dell’importante compleanno che ha portato l’11 febbraio sindaci, rappresentanti delle istituzioni, agricoltori, imprenditori e molti giornalisti, all’evento organizzato alla Fiera di Cremona per festeggiare la SEC, Società Editoriale Cremonese, la redazione e augurare altri 75 anni di vita alla testata.

Una vera occasione di incontro, cordialità, abbracci e saluti che davano il senso di una comunità che si ritrovava per festeggiare un proprio bene. Molti interventi istituzionali con il prefetto, il sindaco, il vicepresidente della Provincia, il commissario della Camera di commercio, prima del dibattito sul ruolo dell’informazione locale, su come far sopravvivere l’editoria in un sistema dominato da internet e dai social media, la crisi demografica e l’economia, con lo spopolamento delle province, tra Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, Renato Mazzoncini, ad di A2, che hanno dialogato insieme a Beppe Severgnini, star del giornalismo ma di casa, essendo nato a Crema e avendo iniziato a lavorare proprio alla Provincia.

La prima pagina della ‘Provincia di Cremona e Crema’ dell’11 febbraio

Le autorità presenti

Ad aprire le testimonianze delle istituzioni il prefetto di Cremona, Corrado Conforto Galli, che ha tenuto una perfetta lezione sul valore “dell’informazione equilibrata e il suo rapporto con il bene delle comunità locali”, declinando un ragionamento in modo così competente che Beppe Severgnini, quando è arrivato il suo turno, ha scherzato dicendo “che una volta i giornalisti pensavano, rispetto alle istituzioni, di avere il vantaggio di saper parlare in pubblico, illusione svanita dopo aver sentito Conforto Galli”.

Grande forza comunicativa anche da parte del carismatico sindaco di Cremona , Gianluca Galimberti, professore universitario di fisica, che non ha risparmiato complimenti al ruolo del giornale locale, sottolineandone l’aiuto nel supportare le battaglie del comune e delle imprese per far uscire Cremona dall’isolamento infrastrutturale di cui soffre, per cui ad esempio la Regione si è impegnata a migliorare la viabilità, mentre Trenitalia ha risposto picche alla richiesta di servire la zona con il Frecciarossa. Galimberti ha chiuso dicendo che “a fare la Provincia oltre ai giornalisti, contribuiscono anche i cittadini, grazie al legame profondo che intreccia il destino del quotidiano a quello della comunità locale”.

Crotti: ricordare per costruire il futuro

Quasi commosso Riccardo Crotti, il presidente della Società Editoriale Cremonese, l’editore de La Provincia, il cui azionista è l ‘Associazione Libera Agricoltori Cremonesi. “Festeggiare insieme i 75 anni di vita de La Provincia di Cremona e Crema significa, in fondo, riportare alla memoria la nostra storia, i suoi momenti salienti, i suoi protagonisti e le sue evoluzioni”, ha sottolineato. “Perché c’è bisogno di ricordare? Per onorare chi è venuto prima di noi, ma, soprattutto, perché ricordare è il solo modo di conoscere il presente e di costruire il futuro.(…) Parole come «territorio» o «sviluppo locale» devono essere ridefinite alla luce dei mutamenti interni ed esterni cui stiamo assistendo. Oggi noi siamo qui per parlare del nostro futuro. Siamo una comunità in cammino che desidera vivere da protagonista anche questa nuova stagione di trasformazioni epocali, questo tempo così complesso da decifrare nel quale tutto è connesso e veloce tanto da darci l’impressione di vivere in un infinito presente. (…) Quale evoluzione attende il nostro territorio? In un mondo nel quale tutto è ormai interdipendente possiamo ancora scegliere il nostro destino?”, si è chiesto Crotti rispondendo di essere “ottimista perché abbiamo capacità e talenti, perché i settori trainanti della nostra economia sanno rendersi competitivi anche nel mondo globalizzato grazie all’innovazione, alla conoscenza e alla creatività. Credo che in questo senso di marcia si inserisca anche il valore strategico degli investimenti che la comunità locale sta compiendo nell’ambito universitario. Abbiamo poli universitari di alto valore, capaci di trasmettere ai giovani saperi esperti e a trasferire al mondo locale delle imprese un grande valore aggiunto. Per questo li ringraziamo”.

Da sinistra Beppe Severgnini, il presidente della Sec, Riccardo Crotti, e, di spalle, Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura

Crotti insistere a dichiararsi ottimista “ anche perché la nostra comunità ha individuato un metodo di lavoro che reputo vincente: la programmazione strategica attraverso la quale è possibile operare dal basso l’individuazione, la condivisione e la realizzazione dei nuovi obiettivi di sviluppo alla luce dei mutati scenari interni ed esterni. È un modo di operare prezioso, che non solo definisce i pilastri su cui poggiare lo sviluppo socio economico, ma che è anche in grado di evidenziare i gap culturali su cui dobbiamo lavorare come comunità per connetterci al futuro. Tra questi la capacità di fare sistema territoriale e di comunicare di più e meglio le nostre vocazioni territoriali vecchie e nuove”.