Giornalisti. Inps corregge il tiro e cancella divieto cumulo redditi per prepensionati

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L’Inps corregge il tiro e con una nuova circolare chiarisce la posizione dei giornalisti prepensionati in ordine alla cumulabilita’ dei redditi da lavoro autonomo e dipendente con quelli pensionistici, stabilendo i criteri per la loro piena integrazione. La nota dell’istituto previdenziale in particolare recepisce i rilievi della Fnsi a quanto stabilito da una sua precedente disposizione del 31 gennaio scorso che aveva sollevato dure proteste e creato molto allarme, escludendo ogni possibilita’ di cumulo fino al raggiungimento dei 67 anni, requisito di eta’ della pensione di vecchiaia.

Con la nuova circolare (n.644/2023) vengono dunque stabiliti due importanti principi. Il primo riafferma il divieto da parte dei giornalisti prepensionati di svolgere attivita’ lavorativa (subordinata o autonoma, in Italia o all’estero) presso l’azienda o il gruppo che ha disposto il loro prepensionamento, pena la “revoca del trattamento pensionistico dal primo mese di attivita’” da parte del soggetto interessato. Il secondo stabilisce invece la piena cumulabilita’ del trattamento pensionistico con i redditi da lavoro presso ogni altro datore di lavoro e dispone la non applicabilita’ dall’art.15 del Regolamento Inpgi (superato in seguito al trasferimento lo scorso luglio all’Inps dell’istituto previdenziale dei giornalisti), che fissava un limite a circa 22 mila euro ai redditi cumulabili.

La nota dell’Inps completa dunque il quadro di quanto stabilito dal messaggio del 22 novembre 2022 (n.4213/2022) circa la cumulabilita’ dei redditi per i pensionati a vario titolo ex Inpgi, che prevede come per i pensionati di vecchiaia la piena cumulabilita’ dei redditi per i pensionati di anzianita’, il limite di 5 mila euro annui di redditi per le pensioni anticipate (quota 102), riduzioni percentuali per i trattamenti di invalidita’ e la non cumulabilita’ per le “pensioni precoci”, fino al raggiungimento dell’anzianita’ contributiva (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) prevista per la pensione anticipata.