Privacy Sandbox

Privacy Sandbox di Google arriva (in versione beta) su Android

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Da tempo Google ha annunciato di lavorare sul progetto Privacy Sandbox che mira ad eliminare i cookie dai browser web, obiettivo che dovrebbe essere raggiunto a fine 2024.

Oggi Big G annuncia nuovi aggiornamenti su Privacy Sandboxiniziativa che punta a migliorare la tutela della privacy delle persone e allo stesso tempo fornire alle aziende e agli sviluppatori strumenti per supportare le proprie attività online. 

Le novità di oggi – spiega una nota – riguardano l’arrivo della versione beta di Privacy Sandbox su Android sui dispositivi idonei – un’implementazione graduale che parte da un piccolo gruppo di dispositivi Android 13 e che si espanderà nel tempo – e sono il risultato di un lavoro in collaborazione con l’ecosistema mobile per creare soluzioni che proteggano le persone e siano funzionali per gli sviluppatori. Con la versione beta, utenti e sviluppatori potranno ora sperimentare e valutare queste nuove soluzioni nel mondo reale. 

La versione beta di Privacy Sandbox fornisce nuove API progettate ponendo la privacy al primo posto: le app che scelgono di partecipare alla versione beta possono utilizzare queste API per mostrare alle persone annunci pertinenti e misurarne l’efficacia.

Di seguito riportiamo il blogspost ufficiale di Google con tutti i dettagli.

La versione beta di Privacy Sandbox arriva su Android

Ogni giorno miliardi di persone utilizzano app sui propri smartphone per tenersi informati, prendere decisioni, divertirsi e molto altro. La pubblicità digitale svolge un ruolo chiave nel supportare i milioni di sviluppatori che creano e gestiscono queste app. E poiché nel tempo le persone hanno iniziato ad affidarsi sempre di più alle app, anche le loro aspettative sulla privacy sono aumentate.

L’anno scorso abbiamo annunciato Privacy Sandbox su Android, un’iniziativa aperta a tutto il settore per aumentare il livello di tutela della privacy delle persone e garantire l’accesso continuo a contenuti e servizi senza costi. Basandoci sul nostro impegno per il web, stiamo sviluppando soluzioni per la pubblicità digitale che limitano la condivisione dei dati delle persone e non si basano su identificatori tra app.

Nell’ultimo anno abbiamo lavorato a stretto contatto con il settore per raccogliere feedback e iniziare a testare queste nuove tecnologie. Oggi entriamo nella fase successiva di questa iniziativa, implementando la prima versione beta di Privacy Sandbox su Android sui dispositivi idonei. Con la versione beta, utenti e sviluppatori potranno sperimentare e valutare queste nuove soluzioni nel mondo reale.

Che cosa significa per le persone 

La versione beta di Privacy Sandbox su Android verrà implementata gradualmente, a partire da una piccola percentuale di dispositivi Android 13, e si espanderà nel tempo. I dispositivi partecipanti saranno determinati in modo casuale. Se il vostro dispositivo verrà selezionato per la versione beta, riceverete una notifica Android che vi informerà.

La versione beta di Privacy Sandbox fornisce nuove API progettate ponendo la privacy al primo posto e che non utilizzano identificatori in grado di tracciare l’attività delle persone su app e siti web. Le app che scelgono di partecipare alla versione beta possono utilizzare queste API per mostrarvi annunci pertinenti e misurarne l’efficacia.

Sarete in grado di controllare la vostra partecipazione alla versione beta accedendo alla sezione Privacy Sandbox delle Impostazioni del vostro dispositivo. Da questa schermata potrete vedere e gestire gli interessi che le app possono utilizzare per mostrarvi annunci pertinenti. Ad esempio, potreste notare che Android ha stimato che siete interessati ad argomenti come Film o Attività all’aperto e potete bloccare qualsiasi argomento se non corrisponde ai vostri interessi. Se preferite non partecipare alla versione beta, potete annullare l’iscrizione in Impostazioni.

In collaborazione con l’ecosistema

Il nostro obiettivo con Privacy Sandbox è quello di migliorare la privacy delle persone fornendo allo stesso tempo alle aziende gli strumenti per avere successo online. Approcci netti che non forniscono alternative praticabili agli strumenti odierni danneggiano gli sviluppatori di app e non risultano adatti per tutelare la privacy delle persone perché conducono a forme meno private di tracciamento, come per esempio il ‘fingerprinting’ dello smartphone.

​​Questo è il motivo per cui stiamo lavorando con l’ecosistema mobile per creare soluzioni che proteggano le persone e siano funzionali per gli sviluppatori.

Dall’annuncio di Privacy Sandbox su Android, centinaia di aziende e sviluppatori di app hanno condiviso il loro feedback sulle nostre proposte di progetto e sulle anteprime delle API. Questi riscontri sono stati preziosi per dare forma ai progetti e accogliamo con favore un’ulteriore partecipazione da parte delle organizzazioni di tutto il settore.

Alcuni esempi:

“Migliorare la privacy è essenziale per il futuro del Web e dell’ecosistema mobile, ma cambiamenti di questa portata non possono avvenire in un silo. In qualità di partner che collabora da tempo con Google alla sua iniziativa Privacy Sandbox, siamo lieti di vedere così tante aziende unirsi al servizio di un obiettivo condiviso. Non vediamo l’ora di continuare il nostro lavoro per testare Privacy Sandbox e speriamo che sempre più organizzazioni di tutto il settore si uniscano in questo impegno.” Masanaga Konishi – Head of Product Strategy, Display Advertising Yahoo JP

“La responsabilità è al centro della strategia tecnologica di Rovio. Per questo apprezziamo molto che Android collabori con il settore per aumentare il livello della privacy, continuando a supportare un sano ecosistema di app” Petri Hyökyranta, CTO di Rovio Entertainment

“Il nostro team accoglie favorevolmente la collaborazione di Android con il settore per rafforzare la privacy continuando a supportare un solido ecosistema mobile. Android è stato rapido nel condividere soluzioni utili per il settore e partecipare attivamente al dialogo costruttivo per raccogliere feedback e migliorare i prodotti. Non vedo l’ora di costruire insieme il futuro della privacy. ” Anh Nguyen, VP, Crescita, Wolt

“Siamo entusiasti dell’approccio aperto, collaborativo e reattivo di Google relativo a Privacy Sandbox su Android e siamo fiduciosi di poter mantenere un sano ecosistema di app continuando a migliorare la privacy.” Sergio Serra, responsabile del prodotto, InMobi Exchange.

L’evoluzione della pubblicità digitale per aumentare la privacy delle persone online, allontanandosi dal fare affidamento al tracciamento tra le app, è vitale per il futuro di un fiorente ecosistema mobile. Continueremo a lavorare a stretto contatto con sviluppatori, esperti di marketing e regolatori in questo percorso.

Se siete fornitori di tecnologia pubblicitaria, Privacy Sandbox è pronta per essere testata. Se siete sviluppatori di app che lavorano con terze parti per fornire servizi relativi alla pubblicità, potete chiedere ai vostri fornitori qual è la loro roadmap e come partecipare al test di Privacy Sandbox. Abbiamo pubblicato una guida per gli sviluppatori su come partecipare alla versione beta e consigliamo di seguire il nostro blog Privacy Sandbox per tutti gli aggiornamenti.