Tim, i conti battono le attese. Avanti con piano di separazione Netco e Servco

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Via libera dal Cda di Tim al piano industriale per la telco, che il 15 febbraio sarà presentato agli analisti. L’approvazione è arrivata insieme alla presentazione dei conti del gruppo guidato dall’ad Pietro Labriola.
I dati evidenziano come Tim chiuda il 2022 battendo le attese degli analisti e le sue stesse aspettative, superando le guidance grazie a un ulteriore miglioramento dei trend operativi.
Nei dodici mesi i ricavi da servizi sono stati pari a 14,6 miliardi (+1,3%) e l’ebitda organico pari a 6 miliardi in calo del 6,7% ma è nel quarto trimestre che si vede “l’azione di stabilizzazione e di rilancio del business domestico e l’accelerazione dello sviluppo di Tim Brasil”.
I ricavi da servizi aumentano per il terzo trimestre consecutivo (+3,6% a 3,9 miliardi); l’ebitda inverte il trend negativo dei trimestri precedenti e segna una crescita del 2,7% attestandosi a 1,5 miliardi di euro. A raggiungere questo risultato ha contribuito il taglio dei costi (con una riduzione di circa 337 milioni di euro, raggiungendo il 112% del target fissato per il 2022). Il debito after lease si è stabilizzato a 20 miliardi (in crescita rispetto al 2021 esclusivamente per le partite straordinarie) e la liquidità (pari a 9 miliardi) copre tutte le scadenze fino al 2024.

Avanti con separazione Netco e Servco

Il gruppo prosegue sulla strada imboccata a luglio. La strategia resta quella del “superamento dell’integrazione verticale attraverso la separazione degli asset infrastrutturali di rete fissa (NetCo) dai servizi (ServiceCo con TIM Consumer, TIM Enterprise e TIM Brasil)”, con l’obiettivo riconfermato di ridurre ancora l’indebitamento attraverso operazioni di trasferimento e valorizzazione di alcuni asset.

Nessun sostituto per de Puyfontaine

Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di non sostituire per ora Arnaud de Puyfontaine, “tenuto conto dell’approssimarsi dell’Assemblea che sarà chiamata a decidere sulla nomina”.