Pietro Labriola (foto LaPresse)

Tim, Labriola: risultati sopra le attese. Governo attivo su problemi tlc

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Alla presentazione con gli analisti per l’aggiornamento del piano industriale, il manager evidenzia i risultati registrati da Tim, e plaude all’attenzione della politica per il settore. Ma non si pronuncia sull’offerta di Kkr per la rete

“Ci sono più luci che ombre davanti noi e il futuro di Tim sarà migliore del suo recente passato”. Si è aperta all’insegna dell’ottimismo la conference call con cui l’ad di Tim Pietro Labriola si è confrontato con gli analisti, all’indomani della pubblicazione dei dati preconsuntivi 2022.

Tim credibile

“Abbiamo gettato le basi di un cambiamento di lungo periodo” ha aggiunto elencando l’accordo con Open Fiber nelle aree bianche, gli aggiornamenti delle guidance, il rivisto accordo con Dazn, la costituzione del Polo Strategico Nazionale e la cessione della quota di Inwit solo per citare alcune operazioni. Non ultimo il lavoro sulla separazione della rete. “Oggi Tim più credibile di un anno fa e il mercato inizia a credere nella nostra azienda”, ha rimarcato guardando al recente ritorno al mercato dei bond.

“Possiamo finalmente presentare risultati superiori alle guidance su tutte le metriche”, ha spiegato il manager, impegnato anche ad illustrare l’aggiornamento del piano strategico 2023-2025, “in totale continuità con i pilastri strategici presentati al Capital market day”.

Nessun commento su Kkr

Labriola ha fatto il punto sulle strategie che affrontano separatamente la gestione dei diversi asset. Per la rete, ha sottolineato, sono stati fatti “passi avanti concreti per suscitare l’interesse dei fondi internazionali e delle istituzioni italiane”. Come dimostrato anche dall’offerta non vincolante ricevuta da Kkr il primo febbraio, così come la decisione di Tim di restare aperta a valutare ogni eventuale alternativa che dovesse nel frattempo concretizzarsi.

Ma sull’offerta di KKr Labriola ha puntualizzato: “capisco molto l’interesse che c’è intorno alla cessione di Netco ma oggi non faremo alcun commento su questo e aspetteremo il 24 febbraio quando il cda si riunirà per prendere una decisione”.

Al Cda la scelta se restare con quota di minoranza

Sempre al Cda e agli azionisti, ha detto ancora Labriola, spetterà decidere se cedere tutta la società o restare con una quota di minoranza.
Il manager ha comunque una sua opinione: “Strategicamente e industrialmente mantenere una quota di minoranza non sembra essere un’opzione valida ma all’interno delle negoziazioni tutte le opzioni possono essere riviste”.
“In termini antitrust – osserva l’Ad- qual è il vantaggio di mantenere una quota di minoranza nella rete?”. E’ il quesito da porsi, dice “perchè dovrei spogliarmi di ogni tipo di diritto di veto o di voto, divento una partecipazione finanziaria. In quel caso ha senso solo se tu immagini che da questa partecipazione un domani ci possa essere un upside quindi dipende dalla negoziazione”, ma “sono temi che vanno affrontati nelle sedi corrette”

Da vendita Rete effetto domino

“Nei tre anni del piano succederà sicuramente qualcosa in caso di una vendita della rete scatenerà un effetto domino”, ha detto Labriola. “Stiamo cercando di affrontare ogni possibilità a mente aperta ma lo stiamo dicendo dal 2022 diverse volte: dobbiamo darci da fare per migliorare le operations e diminuire l’indebitamento” ha spiegato Labriola sottolineando che prima di pensare a possibili fusioni e acquisizioni i manager sono focalizzati sulla crescita operativa delle business unit.
“Stiamo migliorando i kpi (i principali indicatori di business, ndr) operativi, sul fronte finanziario poi è cambiato completamente il contesto macro ma siamo lo stesso riusciti a realizzare e migliorare le nostre guidance, abbiamo il pieno controllo della situazione ma è chiaro che prima o poi ci dovrà essere un deleverage importante”.

Sul tema di possibili fusioni e acquisizioni, Labriola ha specificato che il gruppo tiene “sempre d’occhio opportunità sul mercato ma questo non significa necessariamente una vendita bensì opportunità di generare valore per tutti gli azionisti”.

L’ad ha messo l’accento sul fatto che “dobbiamo cominciare a pensare che il consolidamento potrebbe essere intra o anche inter mercato” cioè tra un mercato e l’altro spiegando come nel segmento Tim Enteprise sarebbe “utile fare qualcosa con qualche altra società che potrebbe completare la nostra catena del valore, anche sul lato consumer si potrebbe pensare a qualcosa di questo tipo”. Ciò detto “prima di volare alto dobbiamo parlare dei risultati: nel 2023 dobbiamo raggiungere buoni risultati”, ha chiosato.

L’impegno della politica

Nel suo intervento, Labriola ha parlato anche dell’operato della politica verso le tlc. “Il governo sta affrontando attivamente le problematiche” del settore, ha evidenziato, elencando le varie misure di cui si sta discutendo, dalla revisione dei prezzi di rame e fibra, al taglio dell’Iva, fino ai benefici fiscali previsti per le aziende energivore da estendere anche agli operatori di tlc.

“La discussione è in corso, ha spiegato, tuttavia è abbastanza rassicurante vedere che c’è una forte attenzione che abbiamo richiesto così a lungo, ci auguriamo che succeda qualcosa”. “Negli ultimi 12 mesi, ha ricordato, ci siamo impegnati a fondo per sensibilizzare i decisori politici e l’opinione pubblica su alcuni temi specifici che il settore sta affrontando”.

“Negli ultimi tre anni gli investimenti sulle telecom sono stati due/tre volte superiori a quelle delle utilities e Tim è il secondo spender in termini di capex indipendentemente dal settore” ha puntualizzato.

Tim e il calcio: approccio diverso

In un passaggio dell’incontro, Labriola ha affrontato anche il tema calcio, precisando che il gruppo non vuole rinunciare al pallone, ma ne prende le distanze. Dal nuovo accordo con Dazn “avremo un miglioramento nel 2024 e dal 2025 vedremo un impatto migliore. Continueremo a vendere calcio ma con un approccio diverso, non vogliamo prendere impegni di qualsiasi genere, perchè tutti saranno piú o meno in grado di vendere il calcio con l’approccio tradizionale con un margine sulla vendita”, ha concluso.