Inpgi, Macelloni: cassa in salute, ma redditi autonomi indecenti

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“Dobbiamo essere consapevoli che la trasformazione del nostro lavoro in autonomo è irreversibile”, spiega La presidente dell’Istittuto di previdenza dei giornalisti. Che denuncia: “senza redditi adeguati il versamento dei contributi diventa una vessazione”

“Un anno e mezzo fa non ci avrei scommesso un euro sulla presenza dell’Inpgi qui. Invece ci siamo. Poteva andare diversamente? Forse sì, se la categoria fosse stata unita. Tante volte mi sono trovata a rispondere alla politica: ma i tuoi colleghi lo vogliono che l’Inpgi sopravviva?”. Lo ha detto la presidente dell’Inpgi Marina Macelloni in apertura della seconda giornata del Congresso della Fnsi a Riccione, parlando della trasformazione dell’istituto di previdenza dei giornalisti.

“Comunque siamo ancora vivi e se poco più di un anno fa la ripubblicizzazione dell’ente fosse stata totale, oggi non saremo qui a rappresentare gli interessi di una parte grande della nostra categoria – ha proseguito -. Questo è stato uno dei punti su cui abbiamo voluto resistere. Saremmo stati l’unica professione ordinistica senza una sua cassa e questo sarebbe stato un ulteriore danno”.

“I lavoratori autonomi sono una parte rilevante della nostra categoria – ha sottolineato ancora -. La cassa è in piena salute e non presenta criticità. Dobbiamo essere consapevoli che la trasformazione del nostro lavoro in autonomo è irreversibile, dobbiamo prenderne atto e cambiare il punto di vista, combattendo il lavoro autonomo finto, gli abusi. Ma esiste un’area sempre più vasta di un lavoro autonomo a cui bisogna dare dignità e orgoglio. Occorre attrezzarsi a questo mondo e aiutare i nostri colleghi autonomi a diventare editori di se stessi e imprenditori.
“Gli inscritti all’Inpgi sono 46.646, il flusso di contributi è 55 milioni e l’utile supera 40 milioni – ha proseguito -. La criticità è nei redditi. Sono redditi indecenti, non accettabili. Senza redditi adeguati il versamento dei contributi diventa una vessazione”.