Papa: virtuale e tecnologia non possono sostituire il contatto umano

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“Nella rete delle relazioni, sia soggettive che comunitarie, la tecnologia non può soppiantare il contatto umano, il virtuale non può sostituire il reale e nemmeno i social l’ambito sociale. La tentazione del virtuale sul reale è una tentazione brutta”. A dirlo Papa Francesco, ricevendo in udienza i membri della Pontificia Accademia per la Vita in occasione della 28/a Assemblea generale, in programma in Vaticano fino al 22 febbraio sul tema ‘Converging on the person. Emerging Technologies for the Common Good’, sul rapporto tra persona, tecnologie emergenti e bene comune.

“È evidente che la forma tecnologica dell’esperienza umana sta diventando ogni giorno più pervasiva: nelle distinzioni tra ‘naturale’ e ‘artificiale’, ‘biologico’ e ‘tecnologico’, i criteri con cui discernere il proprio dell’umano e della tecnica diventano sempre più difficili”, ha scritto ancora il Papa. “Perciò è importante una seria riflessione sul valore stesso dell’uomo”.

Dati e privacy

Secondo Francesco, “anche all’interno dei processi di ricerca scientifica la relazione tra persona e comunità segnala risvolti etici sempre più complessi. Ad esempio in ambito sanitario, dove la qualità dell’informazione e dell’assistenza del singolo dipende in gran parte dalla raccolta e dallo studio dei dati disponibili”.
“Qui, ha sottolineato, si deve affrontare il problema di coniugare la riservatezza dei dati della persona con la condivisione delle informazioni che la riguardano nell’interesse di tutti. Sarebbe egoistico, infatti, chiedere di essere curati con le migliori risorse e competenze di cui la società dispone senza contribuire ad accrescerle”.