L’aria che tira sui giornali. Quel superbonus che mette in difficoltà il governo Meloni

Condividi

Ma, buon Dio, è possibile che centinaia di parlamentari e di politici avveduti non sapessero da tempo che un’elargizione più che miliardaria all’edilizia – che forse solo un paese come il Qatar avrebbe potuto permettersi – avrebbe scassato di brutto il bilancio del nostro Stato? Ma sì che lo sapevano, ma come si fa, a un passo dalle elezioni, a sbandierare un simile problema che – altro che voti – avrebbe fatto venire il voltastomaco a milioni di potenziali elettori?

Eppure era stato un problema che aveva fatto scalpitare la Ragioneria di Stato e fatto venire il magone anche a Draghi durante la sua sosta a Palazzo Chigi. E oggi, dopo il brusco ma ormai inevitabile stop a questa baldoria deciso dal non sprovveduto ministro dell’Economia Giorgetti, tutti, anche i 5stelle di Conte che l’avevano varata, a battersi il petto come se fosse stato il diavolo e non un’urna parlamentare a combinare un simile pasticcio.

E la Meloni cerca di aggirare – chiosano oggi in vario modo i giornali – un problema che, a conti fatti (c’è chi dice 80 chi 110 miliardi) potrebbe svuotare, fino a un possibile default, le casse dello Stato. E lei da sola, perché Berlusconi e i suoi altri alleati pensano che chi ha voluto la bicicletta ora deve pedalare.
E via allora a cercare soluzioni che possano almeno mettere una mini toppa al buco, rebus non da poco vista la legione di aziende e di proprietari di case che a questa pacchia ci avevano ormai fatto la bocca.

Per poi – sempre la premier – soddisfare la richiesta della Nato di inviare in Ucraina un altro carico di armi in vista di un’offensiva che Zelensky starebbe programmando insieme con la Germania, paese che in questi giorni sta procedendo all’invio in Ucraina (si legge nei giornali tedeschi) di un ulteriore contingente di armi con decine di carri armati ultimo modello in grado di manovrare sul campo di battaglia a una velocità di 80 chilometri all’ora.