Mondiali di scherma a Milano: impatto da 24 milioni di euro

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Il Campionato del mondo di scherma, che si terrà dal 22 al 30 luglio a Milano, è già un successo. Almeno a leggere i numeri dell’impatto economico generato dall’evento emersi dallo studio realizzato dal Centro di ricerca Green – Università Bocconi con il sostegno della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, presentato al Belvedere di Palazzo Lombardia alla presenza di Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, Giovanni Malagò, Presidente del Coni, Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia, Martina Riva, Assessora allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano, Marco Fichera, Presidente del Comitato Organizzatore Milano 2023, Paolo Azzi, Presidente della Federazione Italiana Scherma e Marco Percoco, Green Director Centre for Geography, Resources, Environment, Energy and Networks Università Bocconi.

L’impatto di Milano 2023

A fronte di una spesa prevista per la sola organizzazione della manifestazione, che vedrà nel capoluogo lombardo circa 1500 atleti provenienti da 65 paesi, di circa 5,6 milioni di euro, gli impatti economici attesi sono quantificabili in 24 milioni di euro di produzione aggiunta, 11 milioni di euro di valore aggiunto generato e 201 posti di lavoro creati. Non c’è però solo il risultato economico ma anche quello sociale e ambientale.
“L’appuntamento può generare diversi impatti positivi per il territorio milanese creando dei benefici su diversi stakeholder”, ha spiegato Percoco, “la pianificazione della legacy può infatti favorire lo sviluppo e la rigenerazione urbana creando valore e asset”.

Al Mondiale sono previsti 4.000 spettatori al giorno per 6 giornate di finali per un totale di 24.000 presenze, 20% lombardi, la parte restante extra Lombardia, oltre agli atleti con gli accompagnatori (circa 4500 persone) per una spesa complessiva nel capoluogo lombardo di 8,6 milioni di euro. “Gli eventi sportivi di questo calibro sono da considerarsi come politica pubblica, con un effetto di lungo periodo determinato dalla legacy”, ha sottolineato Percoco.

I commenti

“Con gli eventi sportivi il bello inizia dopo la loro conclusione”, ha detto Abodi, “da questi Mondiali mi aspetto un ritorno sociale dell’investimento, sono convinto che lasceranno la voglia di fare scherma, aspetto importante quanto i numeri in equilibrio. Lavorare in quelle centrali educative come le scuole, gli oratori e le università non è solo una strategia di marketing ma è socialmente rilevante, insegnano la centralità dei luoghi di sport”, ha sottolineato il ministro. 

“Quando si parla di legacy di un grande evento sportivo la mente va immediatamente alle Olimpiadi di Torino 2006. Il capoluogo piemontese è un’altra città dopo quella edizione dei Giochi”, ha precisato Malagò. 

È a lui che ha detto grazie il governatore della Lombardia. “Se hai Malagò dalla tua parte l’assegnazione di un grande appuntamento sportivo arriva nove volte su dieci”, ha ammesso Fontana riferendosi anche alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. “Sostenibilità e legacy sono il focus di Milano per ogni grande appuntamento che va sfruttato per la promozione sportiva”, ha affermato Riva, “per noi l’abbandono sportivo è grave quanto quello scolastico. Con il progetto” Generazione sport” ogni 6 del mese parleremo ai giovani di sport, prima dei Mondiali di scherma poi dei Giochi olimpici”. “Noi abbiamo sempre puntato molto sulle tre leve di cui si è parlato in riferimento ai grandi eventi sportivi, economica, sociale e ambientale”, ha ribadito Rossi.

Nella foto: Giovanni Malagò, Andrea Abodi, Marco Fichera e Paolo Azzi
Nella foto: Giovanni Malagò, Andrea Abodi, Marco Fichera e Paolo Azzi

La comunicazione

“I grandi progetti partono da lontano”, ha rammentato Marco Fichera, Presidente del Comitato Organizzatore Milano 2023,”ricordo ancora le prime riunioni con il presidente del Comitato Regionale Coni Lombardia Marco Riva quando ipotizzavamo di ospitare gli Assoluti italiani. Il nostro sforzo è quello di raccontare la scherma e condividere un progetto non solo nel nostro mondo ma anche all’esterno. La comunicazione riveste quindi un ruolo fondamentale”.

 “Abbiamo un progetto di comunicazione insieme al Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri per raccontare le storie dei nostri atleti, anche paralimpici, per far conoscere il loro lavoro quotidiano”, ha spiegato Azzi, “la legacy  che vorremmo lasciare non è solo a livello organizzativo, ma anche legata alla diffusione dei nostri valori e del mondo della scherma”.

In via di definizione la partnership con la Commissione Europea. “Dove c’è sport c’è l’Europa”, ha concluso Massimo Gaudína, Capo della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, “lo sport, per noi, è sinonimo di inclusione sociale, benessere psico-fisico e valore economico”.

Nella foto: Martina Riva, Antonio Rossi, Andrea Abodi, Giovanni Malagò, Marco Fichera e Paolo Azzi
Nella foto: Martina Riva, Antonio Rossi, Andrea Abodi, Giovanni Malagò, Marco Fichera e Paolo Azzi