Volodymyr Zelensky e Joe Biden (foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. Biden-Putin ai ferri corti, ma anche Zelensky e Berlusconi

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Ma sì che vale la pena di dare una sbirciata ai giornali che, in coro, dedicano oggi le loro prime pagine alla decisione di Mosca di “sospendere” la loro adesione al “new start”, lo storico accordo che vietava, in caso di guerra, l’uso di armi nucleari, minaccia non proprio virtuale visto che il capo del Cremlino l’ha fatta di fronte a migliaia di altolocati dirigenti del partito.
Insomma, tutto meno che una “boutade” sfuggitagli per caso. E tutto questo mentre Biden era a Varsavia per ribadire tutto il sostegno degli Usa e della Nato in caso di aggressione e Giorgia Meloni a Kiev per garantire a Zelensky il “massimo appoggio”, (armi di ogni genere) per sconfiggere l’invasore.

Tutto a Kiev sarebbe andato liscio – e qui dal virtuale passiamo al surreale – se Zelensky, e non off records, non ne avesse dette quattro a Silvio Berlusconi: che, in pratica, non si sarebbe mai comportato così se anche sulla sua casa fossero cadute delle bombe e se il suo giardino fosse stato devastato dai carri armati.
Battute pesanti che hanno fatto il giro del mondo e che, come ovvio, hanno avuto larga eco anche sui giornali italiani i quali hanno però dovuto dare spazio anche alle reazioni del Cavaliere rimasto, scrive il ‘Corriere della sera’, “infastidito, anzi di più, irritato” per queste dichiarazioni anche perché lui la guerra l’aveva vissuta e quindi aveva tutti i motivi per parlarne. Tutte risposte che, per arrivare all’orecchio di Putin, anche i giornali italiani hanno ampiamente riportato.
E allora ecco anche la diplomazia di tre quarti del mondo, Cina compresa, a chiedersi chi fosse questo alleato di Putin che Zelensky aveva scelto come bersaglio.
Senza trascurare l’imbarazzo della Meloni costretta a difendere il suo alleato di governo. Ma al di là di quest’altro surreale episodio, resta da capire quali piani ora ha in serbo Putin per non uscire sconfitto da una guerra che gli sta creando, ora anche con la Cina, seri problemi.
Per non parlare di quelli della nostra premier che, tornando in Italia dopo aver fatto fuoco e fiamme a favore della Nato, deve trovare, s’intende, con il dovuto garbo, il modo di zittire il suo importante alleato di governo.