Vladimir Putin (Foto Ansa)

Russia, da inizio guerra cresce la propaganda social. Ma funziona meno

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Secondo Meta, tra pochi follower e account falsi, in sei mesi registrato un calo di engagement dell’80% per questi contenuti

Dall’inizio dell’offensiva russa in Ucraina un anno fa, le campagne di propaganda pro-Mosca si sono moltiplicate sui social media. Lo ha detto in una conferenza stampa Nathaniel Gleicher, responsabile della sicurezza di Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram.
“Stiamo assistendo a un numero crescente di tentativi da parte delle reti russe di creare account falsi” per promuovere la guerra e diffondere disinformazione anti-Kiev. “Provano di tutto, ma sfortunatamente per loro, questi account hanno pochissimi follower perché vengono avvistati e rimossi prima che il loro seguito possa crescere”, ha sottolineato.

Dall’inizio dell’invasione in Ucraina, Meta ha adottato misure per limitare la visibilità dei media statali russi. “Sei mesi dopo l’invasione, abbiamo osservato un calo dell’80% dell’engagement (visualizzazioni e interazioni, ndr) con i contenuti di queste entità”, ha sottolineato Gleicher.

Di conseguenza, è aumentato l’uso di profili fasulli. La holding social intanto sta monitorando da vicino la possibilità che soggetti malintenzionati usino l’intelligenza artificiale per creare fotografie e testi che rendano più credibili questi account fake. Il loro comportamento, ha spiegato, continua comunque a presentare delle differenze rispetto alle persone reali e i sistemi Meta sono attrezzati per riconoscerle.