L’aria che tira sui giornali. Elly Schlein pronta a battersi con la Meloni

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Anche se l’orrenda carneficina di migranti avvenuta ieri notte a poche centinaia di metri dalla costa di Crotone ha avuto grande spazio sui giornali, è il successo di Elly Schlein alle primarie con voti “a valanga” soprattutto nelle grandi città del Nord a scuotere – ed era ora – le acque più che stagnanti della sinistra alla ricerca di un leader che possa contrastare il dilagante premierato della Meloni.
Ed ecco – chi l’avrebbe mai detto? – spuntare una Lei che promette una guerra tipo Blietzkrieg, quella che permise ai tedeschi di conquistare Parigi in pochi giorni. “Ed era ora” – commenta Carlo De Benedetti, il vecchio editore di Repubblica – di mettere mano “a un uovo socialismo più ecologico e che lotti contro le disuguaglianze” che ridia lustro all’ormai logoro Pd. Con l’aggiunta di una curiosità non da poco, perché non si erano mai viste, in Italia, due donne leader darsele di santa ragione. Anche se poi si sa ancora troppo poco della Schlein per darla già da vincente su una Meloni che, almeno sulla carta, appare più tosta e più navigata di lei.

E non è tanto l’età – 10 anni in meno della Meloni – e l’efficienza dell’apparato del partito di destra che Lei ha meglio strutturato, quanto le idee, gli slogan e i programmi che le due lottatrici sfodereranno per cercare di mandare ko l’avversaria. Perché mentre “il destro” fulminante di Giorgia è già ben noto, riuscirà invece il sinistro di Elly a fare altrettanto sull’avversaria?
Il vantaggio della Schlein è di poter colpire duro in ogni momento senza l’impaccio di dovere, nel frattempo, governare e tenere anche a bada i suoi rissosi alleati; quello di Giorgia è di avere invece a disposizione talmente tanti e tali poteri all’interno delle istituzioni da poter sfiancare, con un incessante lavoro al corpo e ai fianchi, anche il più temibile degli avversari. Però sarà la Schlein a potere ogni mattino, pomeriggio e sera, tempestare Palazzo Chigi di critiche per tutto quel che “proprio non va” nel paese e che il governo non riesce a fronteggiare, tipo inflazione che si mangia stipendi e pensioni, disoccupati alla fame e gli oneri di una guerra in casa d’altri che però sta dissanguando -a furia di mandare armi – il nostro già macilento bilancio dello Stato.
Anche se poi la nuova leader del Pd dovrà, eccome se dovrà, guardarsi le spalle da un partito diviso che, più che ad una guerra contro l’avversario, pensa a portare a termine l’ennesima scissione. E comunque più di tutto conterà il “carisma”, la capacità sul video, nei social e anche altrove di poter raccogliere una larga e solida base di consensi da tenere in frigo in caso di elezioni. E ancora non si sa – lo sapremo solo tra molti mesi – se la Schlein possiede davvero il carisma e in quale misura. Perché lei è stata votata soprattutto perché è apparsa come l’unica “novità” che la sinistra fosse in grado di offrire ai suoi fino ad ora delusi e sconfortati iscritti e potenziali elettori.