Lorenzo Guerini (foto Ansa)

Russia, allarme intelligence: proseguirà con attacchi cyber e disinformazione

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La relazione lancia l’allarme sulle mosse di Mosca e sull’utilizzo da parte del paese, insieme alla Cina, di campagne ibride contro l’Occidente

Mosca non smetterà di interferire nelle dinamiche politiche e nei processi decisionali interni ai Paesi Nato. E’ l’allarme lanciato nella ‘Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza’ per l’anno 2022, curata dal Comparto Intelligence.

Secondo l’analisi, la Russia si prepara a ricorrere “ancor più che in passato a metodi coercitivi e manipolativi”, come “attacchi cyber, disinformazione, ricatti”, senza tralasciare “leve come quella migratoria ed energetica”. Anche se quest’ultima, viene segnalato è destinata “a perdere di rilevanza con l’impegno occidentale a trovare alternative alla dipendenza energetica” dal paese.

Campagna ibrida contro l’Occidente

“Dal 2022, la Russia è impegnata in una campagna ibrida contro l’Occidente a supporto di quella militare contro l’Ucraina”, sottolinea ancora la relazione alla cui presentazione sono intervenuti il sottosegretario Alfredo Mantovano, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini (nella foto Ansa) e il direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) Elisabetta Belloni.

“Mosca percepisce il sostegno transatlantico a Kiev come un fattore determinante per l’esito della guerra. Di conseguenza, nella seconda metà del 2022 ha puntato a dividere l’Occidente al suo interno, cercando di allontanare l’UE dagli Usa e di destabilizzare i Paesi Nato”.

“Fra i domini delle campagne ibride russe è stato cruciale quello cognitivo, ossia quello della manipolazione delle percezioni. Le caratteristiche della macchina disinformativa russa che sono state osservate nell’azione di costante monitoraggio, si possono riassumere in una grande pervasività e in una forte regia statale”, sottolinea la relazione in un passaggio ripreso da AdnKronos. “il costante tentativo della Russia di manipolare l’opinione pubblica europea trova ulteriore dimostrazione negli eventi del settembre 2022, quando, a seguito di un’inchiesta della stampa tedesca, la società Meta ha bloccato una massiccia campagna di disinformazione russa in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Ucraina”.

“Sebbene l’operazione russa abbia investito diversi Paesi europei, si valuta che il suo impatto sia stato di scarso valore, sia per il limitatissimo seguito generato sui social, sia per la facilità con cui account, link, post e siti web sono stati identificati e rimossi”, si aggiunge.

Azioni anche dalla Cina

La minacchia ibrida comunque riguarda anche la Cina. “Mosca e Pechino” cercano di “sfruttare l’apertura delle nostre società, mercati e ambienti mediatici, per condurre campagne multivettoriali, protette dalla chiusura delle loro società e dall’assenza di meccanismi di responsabilizzazione rispetto all’opinione pubblica interna. Nel complesso, i Paesi occidentali hanno finora dimostrato una buona resilienza sia sul versante dell’opinione pubblica che su quello della tutela degli assetti strategici”, si rimarca.