Pietro Guindani (Foto Ansa)

Tlc, Guindani (Vodafone): servono regole con Ott. Tra i settori rapporto parassitico

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Alle regole delle tlc “bisogna aggiungere un elemento che funga da bilanciamento, ovvero l’equilibrio della distribuzione del valore, che viene creato dal settore tlc che si distribuisce a monte, fornitori di infrastrutture, e a valle, al mondo dei consumatori. È necessario che ai futuri cicli di consolidamento, l’Unione Europea permetta che non vengano imposte misure ulteriormente penalizzanti”. Ad affermarlo Pietro Guindani, presidente Vodafone Italia, intervenuto al convegno ‘Le Telecomunicazioni nella Trasformazione Digitale. Le Sfide del Mercato e della Regolamentazione’ in memoria di Franco Morganti, organizzato dall’International Institute Of Communications italiano.

“Se le società di tlc esistono è grazie alla regolamentazione. Ma la regolamentazione determina il modello di sviluppo, e oserei dire che la regolamentazione determina i nostri conti economici. Le regole nell’ambito delle quali noi operiamo, sono ispirate alla promozione della concorrenza e alla tutela del consumatore.
“Tra le tlc e gli operatori cosiddetti ‘Over the Top’ inizialmente vi era un rapporto sinergico, e questo ha stimolato la domanda del nostro mercato ed entrambi i settori ne hanno beneficiato. Ad oggi però vi è un rapporto parassitico, in cui uno dei due settori si avvale delle risorse dell’altro”, ha sottolineato Guindani.

“Grazie al miglioramento delle prestazioni delle reti a banda larga, il mondo delle piattaforme Ott è passato da modelli ‘free’ basati sulla pubblicità, peraltro ancora in essere e altamente redditizi, a un modello ‘paid’ per cui tutto il mondo Ott cresce su due modelli entrambi redditizi. Qual è il problema per noi? Che il mondo degli Ott è un mondo ormai di contenuti video e il mondo dei contenuti video a sempre maggiore alta definizione fa sì che il traffico dati sulle nostre reti generate dagli Ott è sostanzialmente il 60-70% di tutto il traffico che gestiamo. E il traffico dati cresce del 50% all’anno composto. Ma a fronte di questo non riscontriamo sinergia nello sviluppo delle nostre infrastrutture” ricorda Guindani.
“È necessaria una regolamentazione adeguata perché le telecomunicazioni creano esternalità positive, ma se non vi sono infrastrutture robuste a sufficienza si mette a rischio non soltanto la società dell’informazione ma anche i servizi al mondo delle imprese”, ha concluso.