Guido Crosetto (foto Ansa)

Il ministro Crosetto vuole cambiare la percezione della Difesa

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Fondato un comitato di consulenti ricco di giornalisti e professori universitari

Si chiama ‘Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa’ ed è presieduto dal ministro Guido Crosetto che lo ha voluto per perché “nel complesso quadro geopolitico, dovrà cambiare la percezione dello Strumento militare nazionale rispetto al passato”, e per far questo occorre “creare una mutua contaminazione reciprocamente vantaggiosa con il mondo civile, attraverso un sistema dinamico di relazioni con i principali attori istituzionali, con la società e con il mondo del lavoro”, sostiene il ministro della Difesa.

Il Comitato, il cui lavoro sarà a titolo gratuito, è composto da un ampia gamma di competenze, professori, giornalisti, un’esperta d’arte, una esperta di tecnologie tecnospaziali, ma scarseggiano i professionisti della comunicazione, a parte il consigliere del ministro Pier Domenico Grasso. Nessun vero esperto di teatri di guerra, e del mondo militare.

Ecco i componenti: Geminello Alvi (economista), Giulio Anselmi (giornalista Presidente dell’agenzia ANSA), Pietrangelo Buttafuoco (giornalista e scrittore), Anna Coliva (storica dell’arte), Pier Domenico Garrone (Consigliere del Ministro per le tematiche correlate alla comunicazione istituzionale e le strategie per valorizzare la cultura della difesa e fondatore de ‘Il Comunicatore italiano’, Filippo Maria Grasso (Direttore Relazioni Istituzionali di Leonardo), Michèle Roberta Lavagna (Professore ordinario del Politecnico di Milano, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali), Giancarlo Leone (Presidente Associazione Produttori Audiovisivi), Angelo Panebianco (editorialista), Vittorio Emanuele Parsi (Professore ordinario dell’Università cattolica del Sacro Cuore e Direttore dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni internazionali dello stesso ateneo), Angelo Maria Petroni (Segretario generale Aspen Institute), Gianni Riotta (editorialista), Fabio Tamburini (Direttore de Il Sole 24 ore’), e Antonio Zoccoli (Professore ordinario dell’Università di Bologna, Presidente dell’Associazione Big Data)