La popstar Billie Eilish abbandona i social. Lo psicologo: mostra ai giovanissimi che si può fare

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“Ho cancellato tutto dal mio telefono, il che è una cosa enorme per me”, ha annunciato in un podcast la 21enne popstar statunitense Billie Eilish, spiegando di aver eliminato tutte le App di social network dal suo cellulare e raccontando di una certa conflittualità vissuta in alcune fasi con il mondo del digitale (“quando hanno cominciato tutti a parlare di me, ha iniziato a non piacermi”). “E’ molto problematico il rapporto della generazione Alpha, quella che parte fondamentalmente dal 2088, con i social”, spiega all’Adnkronos Salute lo psichiatra Claudio Mencacci. Sono i figli dei Millennial, nati con i device a portata di mano, le dita perennemente su uno schermo. “Battezzati per questo anche generazione ‘glass'”. Ragazzi con la vita in vetrina, sovraesposti e per questo talvolta anche fragili come cristallo. Che messaggio può arrivare a loro dalla scelta di Eilish? “Una scelta di questo tipo, come tutte le scelte drastiche, viene vissuta come una rottura. Il messaggio è: si può fare, si può vivere anche senza, posso rinunciare” a questa appendice virtuale.

“E’ un messaggio positivo”, evidenzia il co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore emerito di Psichiatria al Fatebenefratelli di Milano. “Non so se avrà un effetto ‘imitativo’, però è un messaggio che costruisce, che insegna che ciascuno di noi fa delle scelte nella vita. E l’importante è che faccia delle scelte e non le subisca”, riflette oggi nel capoluogo lombardo, a margine di un corso dedicato proprio ai disturbi affettivi di genere nell’era dell’imprevedibilità, organizzato dalla Sinpf e da Fondazione Onda con il contributo di Viatris, azienda che opera nell’ambito della salute.

L’uso dei social network, rimarca Mencacci, espone i ragazzi a non avere una regolazione emotiva, è una spinta all’impulsività, all’immediatezza, alla non tolleranza dei tempi di attesa di qualunque risposta. Questa è una tematica importante, per la quale molti ricercatori spingono affinché soprattutto i più piccoli non entrino in un contatto continuativo con questi strumenti”. Avere un ‘posto al sole’, perennemente, può non essere piacevole, avere conseguenze di cui si perde il controllo, come mostra la testimonianza di Eilish. “La vita resa pubblica, la vita al sole di molti influencer può portare a queste reazioni” di rifiuto, come quella della cantautrice Usa. “Possiamo vedere quello che è accaduto anche a grandi artisti del passato, da Maria Callas a Brigitte Bardot – elenca lo psichiatra – C’è un momento in cui uno torna a essere persona. C’è un momento per cui si deve tornare ad essere individui e troppa esposizione alla luce inaridisce, ma anche brucia. Ciò di cui viviamo invece sono le nostre emozioni e le nostre passioni. La nostra storia”, è il messaggio dell’esperto ai più giovani.