Scintille tra Meloni e i giornalisti sulla notte di Cutro e per Sechi il debutto…

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“La segnalazione di Frontex dell’imbarcazione che si avvicinava alle coste italiane è delle 22.36 di sabato, il naufragio c’e’ stato quasi all’alba di domenica: è un caso molto particolare quello di Cutro e se qualcuno dice che c’è stata volontà delle istituzioni di girarsi dall’altra parte, questo è grave”.

Ieri, come riporta Ansa, Giorgia Meloni, in un lungo botta e risposta con i cronisti durante la conferenza stampa al termine del cdm, respinge con forza qualsiasi ricostruzione giornalistica che fa riferimento a mancanze del governo o alla volontà di non intervenire mentre accadeva il naufragio dell’imbarcazione piena di migranti.

Il Cdm a Cutro è stato anche il debutto di Mario Sechi a capo ufficio stampa di Palazzo Chigi che, secondo Il Fatto, “non poteva essere più disastroso. Non lo ha aiutato certo il suo capo, quella Giorgia Meloni che da presidente del Consiglio si è messa quasi a litigare con i giornalisti presenti, rinfacciando le domande e sfidandoli sulle risposte. E lui, conduttore poco ascoltato, a chiedere ai colleghi di stare calmi, “signori, non è mica un dibattito “e poi a bacchettarne qualcuno per un atteggiamento “non molto professionale “. Come se fosse professionale quello che stava accadendo. Non è facile fare l ‘uf ficio stampa di una premier che chiama per nome, “Virginia “, i giornalisti, e che parte del tempo della conferenza stampa lo passa china sul cellulare a inviare messaggini. Nemmeno aiuta la combattività della categoria che, da quando non c ‘è più Mario Draghi, ha scoperto una bella verve. Buona la prima, si diceva una volta, Sechi dovrà ritentare.

Miìonica Guerzoni sul Corriere della Sera riporta così la conferenza stampa di Cutro:


“Partita all’insegna dell’ordine e della compostezza, la conferenza stampa finisce nel caos. I giornalisti esclusi dalla lista delle cinque domande le fanno comunque, alzando la voce per farsi sentire dalla premier. Perché i soccorsi non si sono messi in moto? Chi ha sulla coscienza i 72 migranti morti? Meloni, con tono tagliente, respinge il sospetto che il governo si sia «voltato dall’altra parte» e chiede ai giornalisti di «correggere» alcuni titoli di questi giorni. L’arduo compito di provare a riportare la calma tocca al nuovo capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, Mario Sechi: «Scusate ragazzi non è un dibattito, non si fa così, non è professionale… Silenzio, grazie!».”