Lineker protesta con Musk per le minacce al figlio su Twitter: è accettabile?

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Gary Lineker si è rivolto a Elon Musk, in quanto proprietario di Twitter, per le minacce inviate al figlio trentenne George da un account anonimo tramite il social network. Aveva ricevuto frasi come “devi essere bruciato sul rogo” oltre a qualche insulto nei giorni della infuocata polemica sui tweet del padre, ex campione di calcio e commentatore televisivo sospeso dalla Bbc per aver paragonato “il linguaggio” del governo sull’immigrazione a quello “della Germania degli anni ’30”, salvo essere poi reintegrato a furor di popolo.

Polemica – spiega Absa – che aveva coinvolto anche George. “E’ accettabile tutto questo?”, ha scritto Lineker sempre in un tweet indirizzato a Musk in una sorta di appello a rafforzare i controlli contro possibili abusi e minacce sui social media da parte dei cosiddetti leoni da tastiera. All’inizio della giornata, il figlio del commentatore sportivo aveva ‘twittato’ riferendosi a quanto subito online: “I social media sono assurdi, vero? Negli ultimi giorni, su Instagram non ho mai ricevuto così tanti bei messaggi. Su Twitter non ho mai subito così tanti abusi”.

Il caso Lineker si è concluso di fatto con una marcia indietro della Bbc e secondo la versione ufficiale con un accordo che prevede “una revisione indipendente” delle linee guida interne sull’imparzialità politica richiesta sulla carta a chi lavora nella tv di Stato, anche da freelance e anche nell’uso privato dei social media. Linee che l’ex calciatore era stato accusato d’aver violato con il suo tweet e il riferimento indiretto alla Germania nazista.