L’aria che tira sui giornali. Meloni, un’altra tegola però stavolta è green

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Ha ragione la premier ad ammettere di non essere stata molto fortunata nei mesi che sono seguiti al suo quasi ciclopico esordio. Prima a causa di ministri che, aprendo indebitamente bocca, avevano detto fesserie, poi a causa di decine di migranti che hanno trovato la morte a meno di 100 metri dalla spiaggia di Cutro; e poi, ancora, il caso di un suo protetto messo a capo della società che gestisce il software di Inps, Istat e Inail che se ne esce con una lettera copiata esattamente dal discorso fatto da Mussolini dopo il delitto Matteotti.


E ora arriva la decisione di Strasburgo: dal 2033 tutte le case dovranno essere green, che poi chissà cosa vorrà dire perché di quel che hanno scritto i giornali l’angosciato cittadino non ha capito un accidente. Insomma, una tegola dopo l’altra – altro che karaoke per i 50 anni di Salvini – che sta togliendo il sonno alla premier (che già era riuscita a stoppare in extremis l’altra odiosa decisone dell’Ue di bloccare benzina e diesel a partire dal 2033. E ora pure il “green” per 14 milioni e mezzo di case che, tra mutui e altro, sono costate fior di sudati sacrifici a milioni e milioni di italiani costretti a fare chissà quali altre spese per rendere compatibili le loro quattro mura al categorico imperativo del “risparmio energetico”. E Strasburgo fa anche l’interminabile elenco delle cose da fare -infissi, pareti, materiali e altro – per rendere compatibili le quattro mura con un ormai indispensabile “risparmio energetico” di cui abbiamo bisogno per evitare il peggio.


Sfido il lettore che oggi sfoglia i giornali a capirci qualcosa perché, da A a D, è lungo l’elenco delle categorie che poi, a cose fatte, dovranno essere verificate da un “certificatore” pubblico. Salvo le villette al mare o in montagna, sempre che vengano abitate per soli 4 mesi l’anno.


Insomma, ci sarà di che discutere e già mi immagino l’elenco degli esperti, più o meno truffaldini, che offriranno la loro consulenza per evitare che, allo scadere del 2033, una casa “non green” diventi all’improvviso, per il suo proprietario e anche per i suoi eredi, fuorilegge. Ha ragione a lamentarsi la Meloni – altro che fascismo e migranti – in vista anche delle elezioni europee che si terranno già nel prossimo anno. E buona lettura ai giornali di oggi perché va detto bravo a chi ci capirà qualcosa.